
28/10/2009
Una rivisitazione un po’ fuori dal
normale con
Francesco Mancinelli della canzone
Generazione 78 .
Di Stefano Pantini
GENERAZIONE 78
(Francesco Mancinelli)
E ti svegli una mattina e ti chiedi cosa è stato
rigettare i tuoi pensieri sulle cose del passato
Quando ti sei immerso nei tuoi pensieri ed hai cominciato a
ripensare al passato, ed a mente fredda a rivalutare delle scelte di allora ?
Il brano è stato composto tra la primavera e
l’estate del 1983, mentre facevo il servizio militare; il passato era ancora “presente”, infatti stavamo da poco
uscendo dagli anni di piombo e le galere erano piene di nostri militanti. Il
partito ( l’allora MSI-DN) si
pavoneggiava con le campagne sulla pena di morte, doppia per i nostri camerati ;
Rauti era serenamente rientrato nella segreteria nazionale a fianco di
Almirante ( dejà vu’ già visto nel 1969 ) ed il cuib militante
di Londra stava elaborando i primi documenti di orientamento e di
sopravvivenza. A mente fredda c’è poco da rivalutare. Piuttosto non pensavo che
sarebbe andata a finire tutto dopo 25-30 anni, nella cloaca putrescente post-ideologica e
trasformistica. Allora, quando scrissi Generazione 78’ era tutto già
finito, ma perlomeno era ancora tutto “pulito” e non compromesso.
prendi un fazzoletto nero che conservi in un cassetto
Per tornare a rivivere delle emozioni?
O per che cosa?
Poteva/può essere un foulard nero, una foto, un
volantino, una catenina, un oggetto qualsiasi; è solo un metodo di transfert per tornare a
quei giorni, dove le emozioni erano forti, le scelte totali, la razionalità
azzerata e soprattutto c’era tanta “ giovinezza “. Una esperienza credo
irrepetibile, simile al primo 68’ , alla RSI a San Sepolcro a Fiume, alle
scelte totalizzante dei nostri patrioti Risorgimentali e quelle delle
meravigliose figure del brigantaggio post-risorgimentale. Era tutto impoltico ? Si può darsi :
ma visto la schifosa e cialtronesca ambiguità e malafede della politica
politicante, valgono molto di più certe
scelte impolitiche un milione di volte.
cominciare tutto un giorno, forse un giorno maledetto
frequentando certa gente di sicuro differente
Ci sono ancora delle persone cosi come tu hai conosciuto in quei
giorni?
Ci sono ci sono, qua e là, dispersi come foglie
al vento, nel bosco post-moderno, anche se decisamente invecchiati da questo
tempo bastardo e privo di vero “Patos” ; magari sorridono con malinconia
guardando negli occhi i proprio figli. Altri
sono miseramente scaduti nel politicamente corretto, riassorbiti dall’apparato,
e sono stati messi a stipendio. Altri
addirittura sono passati “a sinistra” , altri sono diventati professionisti,
imprenditori, e pensano al business; altri continuano ad andare per mare e
forse sono i più puri e non hanno mai cambiato strada . Altri come me, malati
incurabili, ancora ci provano … Tra coloro che invece sono caduti e
cavalcano liberi nei Campi Elisi, se non sono stati sopraffatti dal piombo “
sinistro” dalla repressione di Stato, ci ha pensato il cancro, la depressione, gli
incidenti stradali, insomma il gioco dispettoso degli Dei …
e un battesimo di rito con il fiato stretto in gola
quando già finiva a pugni sui portoni della scuola
E’ stato un momento della nostra vita che ci ha fatto
crescere, che cosa ti è rimasto di quel periodo vivace di emozioni?
Quasi tutto,
proprio perché quegli anni ci hanno fatto da padre da madre, da scuola, da
amante, da amico … Si viveva in una specie di tempo “ magico “, staccato dal
piano terreno, immerso nella
quotidianità, che plasmavamo secondo le
nostre immediate pulsioni, vivevamo dentro una realtà virtuale; la bellezza di vivere una ultima speciale battaglia, assediati dal nulla che avanzava . Il
paradosso che il nulla di fine anni 70’ e dei primi anni 80’ era
molto più pieno del “nulla” che ci governa oggi, dove non c’è più alcuna specificità,
identità, comunità, adesione, valori .
Oggi c’è il mercato, e la politica è una
merce come un ‘altra ; può essere
quotata e venduta al miglior offerente.
e inciampare in un destino che già ti cresceva dentro da
bambino
Un destino che ha portato a cosa?
Domanda
cattivissima, si può giudicare il destino ? Noi diventiamo ciò che siamo,
esiste la legge suprema al di sopra degli Dei e dei loro capricci. Non possiamo
essere nient’altro di ciò che già siamo.
… ed un ciondolo d'argento che ti tieni intorno al collo
Che ciondolo portavi e che cosa rappresentava?
Allora portavo la celtica, perché nel nostro
immaginario rappresentava una frattura irreversibile e totalizzante , con tutto
e tutti. Alla fine degli anni 80’ l’avevo già tolta, perché troppo sputtanata
dalle mode di stadio, dai fenomeni pre-politici, dal
trend. Oggi, più maturo e riflessivo, metterei
al collo un fascio littorio, originario, estrusco ,
che rappresenta la vera continuità con la Polis dei miei Padri, la mia Terra,
il Genus Loci, la Patria, La Dea Roma, la mia Nazione, il Fascismo
magico, La Sinistra Nazionale Pagana, Ghibellina, Immanentista, Creativa,
Futurista , Squadrista, Irriverente, Luciferica,
Ribelle … Ma alla fine non porto nulla, perché forse a me non serve più portare al
collo qualcosa . O forse non me ne reputo degno.
…. odio e amore per cercare di capire una logica ideale
una logica ideale in cui ciecamente credi ….
Come ricordi il tuo cammino nella scelta di questo ideale?
Non c’è
percorso che tenga quando già a due anni e mezzo e senza sovrastruttura aneli
alla “ Guerra “. Eh già !! mia nonna mi raccontava che non riuscivo ancora a
pronunciare bene la parola “guerra” ma
ne ero come “ invasato “. Così come ero affascinato dalle canzoni e dai canti
che celebravano gesta e battaglie. Quindi quando arrivi all’adolescenza, fai
scelte totali e parteggi subito per “ la
nobiltà della sconfitta”, per il cattiverio , per
ciò che non è conforme. Che siano tedeschi, fascisti, pellerossa, briganti, contrabbandieri,
eretici, banditi, ribelli di ogni razza.
Allora ciò che non era “di sinistra” era
non-conforme , anche se devo dire cha la mia formazione coniuga perfettamente
De Andrè e Nietzsche, Pasolini e Pound, l’Eresia come
principio e come Via. E poi io non mi sono mai definito “ di destra “.
e tua madre piange sola e ti osserva dietro i vetri
perché sa che non perdona questa guerra
perché sa che non ha pace la sua terra.
E’ stato veramente così per te, per la tua famiglia,
c’era veramente questa convinzione?
Non c’è stata famiglia che non temesse per la vita del
proprio figlio, un figlio che magari
viveva per strada , impegnato a combattere la piccola tempesta d’acciaio, una
strisciante guerra civile, strisciante e sporca. Era la regola. Il fatto che i
genitori di quei giorni non hanno avuto la forza per opporsi alla “ giovinezza
irriverente “ dei propri figli, è la
stessa che imperverso tra nelle prime stagioni risorgimentali ed
insurrezionali, nella grande guerra,
nell’avvento del fascismo, nella RSI. Tutti i genitori di ogni tempo, hanno perso la loro generosa battaglia, di fronte alla splendida ed inutile tragicità
delle scelte estreme dei loro figli …
Un partito vecchia storia, un' eredità
che scotta
Quale e perché?
Che i partiti siano una vecchia storia, lo sapevano già Lucio Sergio Catlina con la Sua
splendida cospirazione contro la “Concordia Hominum”
ciceroniana , Giulio Cesare con la Sua forzatura al Rubicone, Napoleone ed i
suoi fucili spianati , Mussolini e le
Sue suadre. I grandi cattivi della Storia, provengono
tutti da vecchi partiti, e sono saliti
nell’Olimpo storico assassinando i loro vecchi partiti. Ma parliamo del MSI,
questa trappolone, in cui è stata
ghettizzata la generazione neo-fascista presa in ostaggio “a destra”
dall’alleato occupante, il nostro nemico principale. Un assalto disperato durato
50 anni al cielo “per liberare” questo vecchio strumento politico dalla Sua
naturale collocazione a destra, a protezione dello status quo, voluta
dalla perfetta triangolazione di De Gasperi, Togliatti e degli Ameri-cani.
nell'ambiguità di sempre come un senso di sconfitta
e ignorare circostanze giochi assurdi di potere
Che hanno portato , a cosa?
A tutte le trame
bastarde della “ Destra Nazionale “ … Al congelamento e al tradimento
della fase “insurrezionalista” risorgimentale, a
Caporetto, al depistaggio e all’infiltrazione sistematica della Rivoluzione
Fascista, al tradimento del 25 luglio e
dell’8 di settembre, alla presa in ostaggio “ a destra “ del neo-fascismo per 50
anni, a fare la poltrona per la peggiore DC, all’anticomunsimo
di servizio per conto dei soliti noti , a Pella e Tambroni , alle infiltrazioni del 1965’ dentro la Destra
radicale, alle provocazioni del 68’ alla Sapienza, alla strategia della
tensione per conto della marpioni Cia nel 69’,
al golpismo para-massonico da operetta , alle campagne elettorali sulla
pelle dei nostri caduti, a democrazia
nazionale, alla P2 di Gelli , Tedeschi, Caradonna , alle campagne sulla pena di morte, alla
incapacità di costruire classi dirigenti degne di questo nome, al trasformismo ipocrita della post-ideologia
levantina ed anti-fascista di AN e del
PDL .
che ne sai di quel passato di nostalgiche illusioni
di un confronto che da sempre si è attuato coi bastoni
Illusioni reali ?
Le bastonate sono state assolutamente reali ; e sono le cosa
che hanno fatto meno male peraltro. Erano i progetti di revanchismo
reazionario post-fascista che sono stati illusori. Siamo stati tutti giocati
dentro una partita più grande, tra due variabili egualmente assassine dello
stesso sistema occidentale ; una reazionaria spacciata per “ fascista “ ; l’altra
progressista spacciata “ per comunista “. In realtà erano anti-fascisti ed
anti-comunisti che si stavano facendo la guerra, ed oggi guarda caso banchettano allegramente
alla stessa tavola. Infatti PDL e PD sono egualmente anti-fascisti ed
anti-comunisti.
e sentirsi vivere dentro a vent'anni
all'occasione
per cercare di dare un senso alla tua Rivoluzione
Rivoluzione che ti vive dentro in che modo veniva esternata ?
Ognuno a vent’anni ha la propria Rivoluzione e se la vive
come vuole. Altrimenti se non hai una rivoluzione in cui credere, significa che
sei già vecchio e non cresci. Direi che è percorso antropologico ancora prima
che politico e meta politico. Ognuno cerca di dare un senso estremo a ciò che
non “ ha senso “ per definizione.
poi una sera di gennaio resta fissa nei pensieri
troppo sangue sparso sopra i marciapiedi
e la tua “ Generazione “
stagliò al vento le bandiere
Dopo la rabbia e lo sconforto per la tragica situazione, cosa è nato in
te e in tutti i ragazzi che erano consapevoli della tragedia ?
Acca Larenzia segna la svolta, il
punto di non ritorno, la mutazione antropologica e culturale , la frattura ,
l’evento non sanabile, non rimarginabile, non ricomponibile . Se ne resero
conto i compagni, il partito, la polizia, lo Stato, i giornali , tutti … Si era
evocato con quell’episodio qualche cosa che aveva a che fare con “ il daimon” presente nei cori della tragedia greca. Nulla
sarebbe stato più eguale a prima nella vita di molti. Ad Acca Larenzia nasce la Generazione 78’, anche se già dal
1975-1976 il processo di mutazione, l’evocazione di esso, era in atto.
gonfiò l'aria di vendetta senza lutto nè
preghiere
su quei passi da gigante per un attimo esitare
scaricando poi la rabbia nelle auto lungo il viale
fra le lacrime ed i vortici di fumo
Era l’unica soluzione possibile ?
Per chi non campava e non avrebbe campato in futuro di
politica non ve ne erano altre. Guarda e’ andata pure fin troppo bene, soprattutto per i vertici di partito che da
quei giorni si trovarono pesantemente sotto accusa perché incapaci di difendere
politicamente e militarmente i propri militanti. Non è un problema di capire se
c’erano soluzioni alternative. E che Acca Larenzia è
il risultato finale delle scelte e delle
contraddizioni precedenti . I nodi, nel
1978’ erano arrivati tutti al pettine. Dopo Acca Larenzia
l’estrema sinistra và in crisi e qualcuno comincia a dubitare che lo sparare
nel mucchio abbia un senso. Dalle nostre parti , si decide che la difesa armata
è l’unica opzione possibile. La lotta armata “ a destra “ nasce come semplice
atto di difesa e non di attacco, e si trasforma successivamente come
spontaneismo anarco-individualista. Gli unici nella critica storiografica di
quegli anni, ad aver intuito
perfettamente la dinamica e la natura di certe scelte, sono stati Andrea
Colombo e Ugo Maria Tassinari. La lotta armata, “ a destra “,
nasce proprio contro la destra ,
sia istituzionale che radicale …
da quei giorni la promessa di restare tutti figli di
nessuno.
In che senso?
La
Generazione 78’ è per definizione figlia di nessuno, ha voluto esserlo per
scelta , per dinamiche, per comunicazione, per look , è l’ultima generazione
Fiumana.
Pochi giorni di prigione ti rischiarano la vista
Qual è la prima cosa che hai pensato ?
Generazione 78’ è un immaginario autobiografico. Io che
allora avevo 16 anni e vivevo tra Viterbo e Roma ; mi sono immedesimato negli eventi di quei
giorni e in ciò che accadde, le centinaia di colpi di arma da fuoco sui
cellulari della polizia, gli scontri estesi su tutta Roma per tre giorni, gli
arresti di massa, le ragazze fermate con le borsette piene di pistole, le
pistole abbandonate sotto e dietro le macchine rovesciate … A chi non è toccata, e non solo a Roma, una notte in gattabuia o chiuso a prendere
schiaffi in un commissariato di polizia ? E si, si cresce, si cresce e come.
dimmi, come ci si sente con un'ombra da estremista
cosa provi nelle farse di avvocati e tribunali
Quando hai avuto la convinzione che
tutto era farsa?
Bhè la farsa del dell’antifascismo
processuale nasce molto prima, già l’antifascismo resistenziale ed assassino è
una farsa, realizzato ed alimentato dalla
complicità dei anglo-americani. Per non parlare dei processi farsa contro
Ordine Nuovo ed Avanguardia Nazionale, ma anche quello contro l’Autonomia Operaia a
Padova. Insomma questo sistema era marcio dalle scarpe, dalla sua genesi, aveva generato i conflitti inter-generazionali
per poi consolidarsi, ed ora voleva
processare i giovani che avevano partecipato alla guerra sporca e strisciante
!! Insomma è una parodia dell’assurdo, a
metà tra commedia e tragedia . Il fatto è che lo Stato lo ha sempre saputo di
essere il primo responsabile degli anni di piombo.
ed Alberto che è finito dentro l'occhio di un mirino
la Democrazia mandante un agente è l'assassino
e Francesco che è volato sull'asfalto di un cortile
con le chiavi strette in mano strano modo per morire
Che cosa si
aspettavano Alberto e Francesco e gli altri ragazzi caduti ?
Si può dire che non sono caduti invano?
Loro ? Non si aspettavano nulla … loro erano attori passivi di
una guerra più grande di loro. Forse le loro famiglie avrebbero preferito
vedere crescere i propri figli, ma è falso sostenere che la generazione 78’
moriva per avere una Italia amministrativamente più perfetta e pulita insomma
più “di destra” …. La cosa che mi urta di più,
è la certezza di coloro che arbitrariamente sostengono, che Francesco ed Alberto oggi avrebbero
votato per il Pdl e vengono addirittura ad onorarli
nei “presente” dopo aver abiurato tutto. Praticamente arruolano anche i morti
per giustificare le loro personali scelte di trasformismo ipocrita ed entrismo
post-ideologico …
e bracci tesi ai funerali ed un coro contro il vento
oggi è morto un Camerata ne rinascono altri cento
Ancora oggi c’è una appartenenza ad una ideologia, ma sicuramente meno
radicata nel cuore come negli anni 70 e 80, perché secondo te ?
Bhè il clima è profondamente diverso; soprattutto il posizionamento politico e la
scelta della politica non ci fa più da padre e da madre come negli anni 70’.
Oggi il dio calcio ha preso il sopravvento su altri Dei , e la politica è come
già detto, mercato , non percorso di
crescita ed iniziazione antropologica. E poi chi è il nemico ? Già oggi è
perfino difficile individuare il nemico. E’ per questo che il nostro “ nemico
principale “ ha vinto …
e il silenzio di un'accusa che rimbalza su ogni muro
questa volta pagheranno te lo giuro
poi la sfida delle piazze ed i sassi nelle mani
caroselli di sirene echi sempre più lontani
E’ stato veramente un momento di rabbia incontrollata che ha portato a
cosa?
La vedrei più come una stagione di festa crudele e tragica. Basta
ascoltare la bellissima canzone, “scese radiosa la pioggia di fuoco ….” Ma
ripeto la dimensione era quella di un tempo di-staccato, dal proprio tempo.
C’era una minoranza di giovani che ha vissuto la propria personale “
giovinezza”, la propria iniziazione alla vita ed alla morte, utilizzando il posizionamento politico come
totem.
quelle bare non ancora vendicate
le ferite quasi mai rimarginate.
Quanto ti è rimasto di quei giorni, a parte le ferite aperte ?
Le ferite non sono rimarginabili, per definizione; perché credo che non sia stata data giustizia
a niente e nessuno. Ma anche questa è una regola amara della Storia fatta dai
vincitori sulla pelle dei vinti. E questo vale per le vittime e anche per gli
assassini e perfino per lo Stato Italiano che a Sua volta era vittima e attore
giocato su una scacchiera ancora piu’ ampia ( basta
pensare ad Argo 16 – Ustica – il delitto Moro ecc. ecc.). Potremmo dire che
siamo tutti pieni di ferite non rimarginate , ma in fin dei conti, come il
piercing e le cicatrici, tutto fa tendenza
…
Ma poi il vento soffiò forte ti donò quell'occasione
di combattere il Sistema in un'altra posizione
E’ stata l’unica vera lotta innovativa, tu come hai iniziato a
partecipare alla crescita del movimento ?
La risposta è piuttosto complessa, potremmo dire cosi’ : dai Campi Hobbit , al movimentismo di Terza posizione e di Costruiamo
l’azione, fino alla scelta anarco-spontaneista dei
NAR ( fenomeni ed esperienze
diversissime tra di loro) c’è stata tuttavia una unica occasione ed un'unica volontà
di ridefinire il linguaggio, maturare una mutazione antropologica e culturale ,
ricercare disperatamente il cambio del posizionamento
politico, riformare gli immaginari di
riferimento, insomma la capacità finalmente di rompere con “ la destra” : percepire finalmente “chi e che cosa era” il
nemico principale. Popolo, Lotta,
Movimento erano sicuramente termini di un linguaggio che si cercava di
trasmettere ed imporre all’esterno, nella comunicazione.
tra la fine del Marxismo e i riflussi del momento
costruire il movimento tra le angosce dei quartieri
ed un popolo una lotta chiodo fisso nei pensieri
Il fatto di lottare sul territorio in mezzo alla gente, per i loro
bisogni come ti ha fatto crescere, e che convinzioni ti ha lasciato?
Ripeto, la militanza di
allora era una finzione dell’immaginario mitologico,dell’iniziazione a
cui partecipavamo, che resiste ed esiste
nel nostro Dna di Italia e di Italiani.
Da Mazzini a Mussolini alla RSI agli anni 70’. Chi meglio di Noi è riuscito a
danzare intorno a questi Totem ( Popolo-Lotta-Nazione)
?
Ciò non
toglie che il bisogno di emancipazione di liberazione, di identità, di specificità soprattutto di sovranità, sia
tuttora al centro dei nostri mal-destri pensieri.
e generazioni nuove in cui tu credevi tanto
I giovani di oggi hanno le stesse possibilità di crescita politica?
Bhà io li vedo molto in carriera e
falsamente posizionati sulla risoluzione delle cosidette
“ cose concrete “ … Mi viene veramente da ridere. Comunque a tutti va data una
chance ..
poi quel botto alla stazione che cancella tutto quanto
Secondo te è stata un evento creato ad arte per poter iniziare la caccia
alle streghe?
Assolutamente no, e un evento che lo Stato italiano si è
trovato tra capo e collo. Un evento
assurdo e di una tale gravità , generato da questioni di livello
internazionale. Bisognava massacrare
concretamente qualcuno, e l’estrema
destra di allora era molto, troppo vitale ed ingestibile, perfetta per
depistare. … D’altra parte i nostri governanti mica potevano dire che non
contavano un cazzo, e che l’Italia mancava di sovranità nazionale dal 45’ e che
chiunque faceva sul nostro territorio il bello ed il cattivo tempo ? Più
semplice assicurare, una verità
pre-confezionata contro i fascisti. Era la cosa più semplice.
e al segnale stabilito si dà il via alla grande caccia
i fucili che ora puntano alla faccia
le retate in grande stile dentro all'occhio del ciclone
tra le spire della "santa inquisizione"
E’ stato un po’ troppo enfatizzato dai media in quel periodo, per paura o
perché altro?
Se paghi gli infami ( i pentiti ) per vincere una guerra,
devi essere seriamente terrorizzato ed in pericolo . E lo Stato Italiano lo
era, sapendo di essere il primo colpevole di quella situazione; così come terrorizzato ed impaurito era il
medio cittadino borghese, che dal 1968’
non campava piu’ serenamente. Le galere erano
strapiene di giovanissimi militanti politici,
cosa mai successa neanche durante il regime fascista, e forse neanche ai livelli della dittatura
argentina e cilena. D’altra parte la DC ed il PCI non avevano altra via che la
repressione, per sedare la situazione
della strisciante guerra civile che anche loro avevano in qualche modo
propiziato.
poi le tappe di una crisi di una storia consumata
di chi trova la sua morte armi in pugno nella strada
Parli della lotta armata?
Si parlo in particolare di Alessandro Alibrandi, ma potrei
parlare anche di Franco Anselmi , di Ferrero e Macciò,
di Giorgio Vale, insomma parlo dei “Figli di nessuno”, degli sfigati che non
hanno trovato , per loro scelte estreme, alcun riconoscimento tra i cosidetti “ Cuori Neri “. Da Giancarlo Esposti a Riccardo Minetti , da Pagliai a Elio di Scala e a tanti altri meno
conosciuti della storiografia neo-fascista. Tutti questi stanno per definizione
“ all’inferno “, non sono morti “buoni”
per la storiografia ufficiale, perché
non sono stati uccisi a tradimento davanti ad una sezione da un commando
rivale. Non erano buoni per le campagne elettorali di allora; non sono buoni per la storiografia dei “ Cuori
Neri “ e del buonismo levantino di oggi. Sono tuttavia attori e vittime della
stessa guerra.
di chi viene suicidato in una stanza di chi scappa
di chi chiude nei cassetti anche l'ultima speranza.
Un ricordo per Nanni, e una frase per chi è stato per tanti anni in
esilio!
Il passaggio non è dedicato a Nanni ma a Giorgio Vale,
suicidato opportunamente in una stanza perché doveva passare come possibile
responsabile della strage di Bologna. In questo sono accumunati a Nanni dallo
stesso destino e a quello di Luigi Ciavardini.
Anche a Nanni cercarono di addossare la strage di Bologna, e su Luigi pesa una condanna fasulla ed
assurda; lo hanno colpito solo perché
lui è l’alibi per l’innocenza di Francesca e Valerio.
E ti svegli una mattina sulle labbra una canzone
e l'immagine si perde sulla tua generazione
quei ragazzi un pò ribelli un pò guerrieri
Sono stati anni duri ma anche di grandi passioni dove tutti noi siamo
cresciuti, cosa ti fa diventare nostalgico ripensando a questi anni?
Io non sono assolutamente nostalgico di quei giorni, e la canzone non ha nulla di alcunché di
nostalgico . Non è scritta per qualcuno o contro qualcuno. E’ solo un collage
di immagini autobiografiche, peraltro
elaborate nel lontano 1983, un collage che ha cercato di indagare su ciò
che è successo; un pallido tentativo per
riflettere tra gli anfratti della
memoria … Un bisogno che hanno in pochi. I molti cercano
“opportunamente” e da subito di rimuovere tutto; si guadagna di più.
che hanno chiuso nei cassetti e dentro ai cuori tanti
fazzoletti neri.
Adesso c’è bisogno di ritirarli
fuori !?
No,
assolutamente no, tantomeno oggi e tantomeno , fazzoletti neri. Oggi c’è solo da “ sedimentare “ nella memoria,
da “storicizzare“ le scelte , e da
capire dove si è sbagliato e per chi si è sbagliato; tuttavia c’è da dare il giusto e degno
riconoscimento ai figli di nessuno … Chissà forse un giorno, ci scriverò su qualcosa.