
06/01/2009


FRANCESCO MANCINELLI – Note Folk e meta-politica
Davvero un gran piacere, di quelli che ti arricchiscono,
incontrare (virtualmente), conversare ed in qualche modo intervistare Francesco
Mancinelli. Una gran bella persona con
un passato molto ricco nel mondo dell’ideale rivoluzionario, che ha in parte
tradotto in note musicali, e con un presente ancora ricchissimo ed in continuo
movimento verso il futuro.
A marginale contorno di quanto mi ha raccontato, ed a conferma della statura della persona, vi invito a leggere quanto ha recentemente rilasciato a Matteo Cavallaio, controverso studente e laureando di Rifondazione Comunista, ma altra persona dalle grandi aperture ed onestà intellettuale in divenire.
http://www.mirorenzaglia.org/?p=4759
Dunque, te negli anni 70
hai fervore politico ed una chitarra, ovviamente passione per l'allora
"musica alternativa", ma cosa ti piaceva nel settore.
Io nasco politicamente parlando a metà degli anni
L’ambiente nazional-rivoluzionario italiano in quel periodo
stava rompendo con tutto ciò che era “ destra “ con il neo-fascismo di servizio preso
in ostaggio dal
Inoltre tutta la cultura anni
E' stato un decennio da
questo lato immenso, nella sola italia si passa dal progressive, ai cantautori,
all'avanguardia, alla new wave di fine decade, più schegge di folk con tutte le
sfaccettature che la sigla ammette, tralascio il pop da classifica che resta
una costante.
Si tutti gli anni
La passione per il folk,
che mi pare per te oggi di livello assoluto, come te la trovi? Anche nel mondo
ha avuto sfumature infinite se inserito in un contesto fra pop e rock: da Dylan
a Buckley in america, Fairport, Horslips, Pentangle in Gran Bretagna, con le
derivazioni progressive e psichedeliche di gente come Comus e
Ecco mi piacerebbe
cominciare dai tuoi gusti, il tuo pregresso, e l'interesse per il folk (tra
l'altro con lato identitario quello dei Contea e forti reminescenze da quello
bretone e in parte britannico) poi parliamo dei tuoi gruppi e partecipazioni
che si sono avvicendate .
Io non nasco nel Folk ma nella musica della canzone d’autore che
si interseca con la musica alternativa di ambiente . Vero che in entrambe i
filoni c’è dentro il folk e come.
Infatti “ la ballata” alla fine, è solo una espressione mito-poietica di
evocazione e tutta la canzone d’autore italiana non solo è piena di mitopoiesi ma
l’Italia è maestra d’arte, caposcuola assoluta di Mito e Poesia.
Nel recupero della ricerca folk parte molto dall’ Inghilterra ed
dall’ Irlanda ma anche in Francia ed in Italia ci sono delle buone scuole che
sostanzialmente copiano ed imitano, risalendo a mio avviso dritti dritti dentro
la radice tradizionale in Occitania . Da
Montsegur assediata nasce molto, se non addirittura
tutto .
La svolta sulla ricerca folk assoluta la inizio prima nel 1989
con la prima traccia del Campo dei
Ribelli e poi nel 1995 con “Terre di Mezzo” in cui insieme a Carlotta
Pallottino cominciamo a saccheggiare i repertori Bretoni, Irlandesi Scozzesi
e la parte della musica alternativa legata all’immaginario tradizionale.
Direi che mi sono sempre mantenuto allenato anche sui canzonieri
e repertori condivisi con la sinistra , repertori
che spesso pulsano di tutto tranne che di marxismo scientifico ( basta pensare a quello che spiritualmente
comunica un Guccini o l’anima anarchica-conservatrice di un De Andrè ).
Devo dire che il Combat Folk, dei Modena City Rambler e quanto di meglio è
stato prodotto negli ultimi 15-20 anni in termini metapolitici musicali.
Con Contea poi abbiamo fatto il salto di qualità in quanto oggi
riusciamo a proporre un repertorio vastissimo e traversale e a fare palinsesti
ad hoc a seconda delle esigenze e delle situazioni. Potremmo tranquillamente
animare delle serate Ultra-Destra-Radicale o suonare repertori in feste
organizzate da Rifondazione Comunista. Per noi è indifferente.
Comunque Contea rimane un progetto meta-politico schierato e non
neutro che mira al recupero dello stile “ identitario “ e alla mitopoiesi . Il
paradosso e che ultimamente molto
dell’ostracismo nei nostri confronti viene proprio dagli ambienti
“istituzionali della nuova-destra-antifascista ”, che d’altra parte come
sempre vedono in me “Lucifero” in
persona . Forse perché sanno che io cerco di “ Evocare Dei di vendetta ” ( nei
loro confronti ) ancora prima che fare
musica.
1) Posizione, la tua, che
condivido pienamente. Pensa che uno dei più bei ricordi che ho in musica, va ad
uno strepitoso concerto di Eugenio Finardi del 1978, univa il suo ideale ad un
grande rock cantautorale …. Sto poi leggendomi con avidità una collezione di RE
NUDO che ho avuto da un ex di Lotta Continua …. L’ideale e l’identità devono
restare, ma se c’è del buono in cultura e nel folklore va preso da qualsiasi
parte stia.
Bhè io ci vado a nozze con le sintesi
eretiche. Io mi sono formato dalla sintesi dell’inconciliabile. L’ influenza “
gnostica” di De Andrè – Guccini e Lolli e le vette in egualitarie e tragiche di
Nietzsche, Spengler, Junger ed Evola.
Saper essere il risultato di una
eresia massima di una sintesi inconciliabile …
2) Nella recente puntata
che la trasmissione radiofonica della RAI “L’ Argonauta” ha dedicato alla
musica alternativa, in concomitanza con la precipua pubblicazione del libro
“Note Alternative” di Cristina Di Giorgi, Mario Bortoluzzi (Compagnia Dell’
Anello) ha dichiarato che anticomunismo e antifascismo non esistono più se non
nella mente malata di qualcuno …..
Condivido pienamente quanto sostenuto
da Mario. Infatti oggi gli ultimi anticocomunisti ed anti-fascisti irriducibili
sono solo nella PdL, sono gli aennini riconverTiti al “Passo delle Oche” (
l’ottimo immaginario lanciato da Alessandro Giuli ). Le vere menti malate,
opportunisticamente malate, sono in quel 13% di voti di apparato partorite
dall’aborto post-ideologico di Fiuggi.
3) Se no mi scordo, ma
complimenti assoluti per LA CARAVELLA D’ ARGENTO ricevuta dai CONTEA in
occasione del premio Luciano Cirri 2008, un riconoscimento di livello assoluto
e condiviso negli anni con personaggi che hanno contribuito a fare la storia d’
Italia.
Bhè la Storia d’Italia mi sembra
eccessivo. La Storia d’Italia l’hanno fatta personaggi alla Giuseppe Mazzini,
Carlo Pisacane, Gabriele D’Annuzio, Benito Mussolini e tra gli anti-fascisto
doc sicuramente un Palmiro Togliatti e il grande ideologo Antonio Gramsci.
Direi che il premio Cirri è
semplicemente un riconoscimento a chi coltiva una “ vision “ anti-conformista,
non-omogeneizzata, non-biodegradabile. E l’importante del Premio e che è stato
riconosciuto un valore a tutta
4) Poi ci lasciamo, sei
impegnatissimo no? Chi ti piaceva della prima scena alternativa, chi nel corso
degli anni e chi oggi.
Ritengo che Massimo Morsello è stato
quello che è andato più vicino allo sdoganamento in termini di qualità e di contenuti,
nonché di odiens ed attenzione del mercato.
Ma per quanto mi riguarda devo molto
del mio genere anche alla Compagnia dell’Anello ed al suo neo-folk. Oggi credo
che Federico Skoll e gli ZetaZeroAlfa siano gli elementi più rappresentativi
ognuno nel proprio genere.
Luigi Papi