
04/03/2008
INTERVISTA A GABRIELE ADINOLFI
1
Gabriele Adinolfi, fondatore di Terza Posizione
passando il centro studi orientamenti & ricerca e tanti articoli per varie
testate, Orion fino ad arrivare a
Polaris!
Chi è Gabriele Adinolfi?
Un uomo caparbio.
2
Cosa le ha fatto scegliere di fondare Terza
Posizione?
Terza Posizione nacque perché c'era una forte spinta giovanile
che cercava di essere protagonista del suo tempo (siamo alla vigilia del
Movimento del 77 ma già si respira questa nuova aria di rifiuto della
democrazia delegata). E anche per la necessità organizzativa di tenere testa
alle aggressioni fisiche e armate che provenivano dall'estrema sinistra. La
fondammo, o meglio fondammo Lotta Studentesca che due anni e mezzo più tardi
sarebbe divenuta Terza Posizione, alla Libreria Romana,
gestita da Walter Spedicato.
La dirigemmo Peppe Dimitri,
Roberto Fiore ed io.
3
Forse adesso non c’è la stessa situazione di
allora?
No, nel modo più assoluto. Né politicamente, né socialmente,
né culturalmente.
4
Che cosa pensa della situazione politica così
frammentata a destra del PDL?
A mio avviso sono forme di necrosi. Io ritengo che alla destra
del pdl le formazioni che cercano una rappresentanza parlamentare siano
caratterizzate dal fatto di essere prive di capacità innovativa e anche di una
vera e propria radicalità. D'altronde sono quasi esclusivamente frutto degli
scarti di An,
mi sembrano agglomerati di bar.
5
Cosa manca alla destra (area) per diventare una vera entità politica?
Tutto. A me la parola destra non è mai piaciuta perché la
ritengo a dir poco riduttiva e persino intellettualmente coercitiva. Diciamo
che tutto quello che un tempo funse da avanguardia radicale si è andato
disperdendo in un coagulo inerte.
Esistono, fortunatamente, una serie di controtendenze
non-conformi e futur-ardite.
Di lì, abbandonando i ghetti marginali, si può davvero produrre
una nuova dinamica che sia utile all'intera nazione.
Ma arroccarsi nel blocco dei frustrati non ha alcun senso.
Tutto sta cambiando a livello internazionale e nazionale e a me
pare umiliante che le schegge degli schieramenti (destre tricolori e sinistre
arcobalene) siano così aggrappate oggi alle logiche
da Prima Repubblica quando dovrebbero essere felicissime
che se ne stia uscendo.
6
Secondo lei si può ripresentare una situazione
di anni di piombo?
Alcune centrali ci stanno provando, anche un'editoria storiografica
molto chiaramente indirizzata e alcune produzioni televisive (si pensi a
“Romanzo criminale”) lo lasciano pensare. Ma l'humus per fortuna oggi manca.
Certamente alcune scelte geopolitiche italiane (apertura alla Russia e nuova
politica verso il Mediterraneo) potrebbero suggerire il Partito Atlantico di
riprovarci sul serio per impedirci ogni autonomia.
7
I media come ci considerano secondo la sua
esperienza?
Dipende.
Molti hanno un pregiudizio ma ho constatato che il modo in cui
ci considerano dipende in gran parte da come ci poniamo.
Se taluni si pongono in modo psicotico, triste e grottesco non
possono piagnucolare se poi l'immagine
che viene trasmessa è brutta.
Dopo Piazza Navona il Blocco Studentesco è globalmente riuscito
a farsi apprezzare sui giornali mentre altri non ci riescono nemmeno quando
organizzano una festa da ballo,
un motivo ci sarà
8
I nostri giovani sono scomodi, mi sembra di
rivivere un po’ i primi anni ’80,si sta aspettando un caso per demonizzare il
tutto,cosa ne pensa?
No.
Io credo che l'estrema sinistra e i residui dei suoi mandarini
stiano giocando questo gioco pericoloso, favoriti,
purtroppo, dalla scelleratezza di Di Pietro.
Ma sono convinto che questo gioco non pagherà e che
non ci saranno demonizzazioni.
Salvo per coloro che,
volendo a tutti i costi vestire i panni della vittima,
ci si presteranno in modo grottesco.
9
I giovani hanno bisogno di credere in qualcosa
di vero ,leale e coerente cosa consiglia?
Non sono d'accordo che si parta di lì.
I “valori” sono sempre cose astratte e raramente impersonate
dalle classi dirigenti, dunque sono ingannevoli e non formatori.
I giovani, come chiunque altro del resto, devono apprendere il
coraggio della filosofia stoica, della continua
messa in discussione di se stessi, della verifica. Non devono
attendersi nulla da nessuno ma devono
pretendere tutto da se stessi;
Così se ne è sempre uscito e solo così si continuerà ad uscirne.
10 La
nascita di diverse realtà sociali nell’ambito della destra può far si che..?
Io non ragiono con termini di destra ma nazionali. Comunque,
accettando la categoria come punto di partenza, io direi che l'importante non è
di offrire una speranza, mai: essa è ingannevole. Bisogna offrire una fede, una
religione del dovere che sia però allegra, ironica, canzonatoria, come a Sparta
dove tutti i guerrieri prendevano in giro i Re e facevano loro gli scherzi e
dove esisteva un monumento al Riso.
11 Chi è
stato il suo punto di riferimento politico per la sua crescita?
Non saprei. Mussolini, Napoleone, Cesare, Augusto?
12 E il
politico attuale, che più si avvicini al suo modo di vedere la politica?
Non ci sono politici oggi.
O meglio ce n'è qualcuno: Berlusconi,
Bossi, D'Alema.
Gli altri sono politicanti o portaborse o, nel migliore dei
casi, degli amministratori.
Ma questo non è un dramma; è tempo che le cose stanno così e il
più grande errore che si può commettere è comportarsi come se stessero in un
altro modo. Nella democrazia post/sovranista la politica la fanno le lobbies.
Si deve fare lobby. Ovviamente una lobby sui generis,
una lobby di popolo.
13 Che cosa
c’è nella politica che le da fastidio?
A me danno fastidio gli uomini ipocriti e vigliacchi e i
prepotenti. Non solo in politica.
Grazie Gabriele
STEFANO PANTINI