
19/05/2009
Intervista con l’on. Luca Romagnoli
1
Inizia
l’avventura della campagna elettorale per le Europee, perché la Fiamma
si è presentata da sola?
...e
con chi ci dovevamo presentare? Con gli scarti della DC?
2
Perché il simbolo classico della Fiamma è stato modificato
inserendolo all’interno di un cerchio
verde con la scritta Destra Sociale?
Per meglio evidenziare la nostra identità, e, dovendo
per dettame ministeriale sostituire lo sfondo blu che avevamo prescelto,
abbiamo optato per il colore che meglio si adattava.
3
Che prospettive ci possono essere per la Fiamma in
Europa?
Con tre, forse quattro parlamentari le
prospettive sarebbero grandiose in Europa, e non solo.
4
Quali sono le priorità da portare avanti in Europa?
La
lotta all’usura bancaria, con un tasso bancario a livello europeo al di sotto
del 7%. La difesa della sovranità
nazionale pur ampliando il coordinamento delle politiche comunitarie.
5
Quali sono i suoi antagonisti politici più credibili?
Niki
Vendola, Marco Rizzo .
6
Per lei l’avvento dell’Euro, con quel tipo di cambio,
è stato opportuno?
Dell’Euro ormai non si può più discutere, vergognoso
fu il tasso di conversione accettato dal Governo Prodi, demenziale la gestione
sia del Governo Prodi che del Governo Berlusconi di tutta la fase di transizione
e la speculazione che ne è derivata.
7
Non crede che l’Italia sia un po’ troppo succube delle
decisioni prese dal governo europeo?
Finché
non c’è un governo europeo l’Italia è succube delle sue inadempienze che, più
che nei confronti dell’Europa, sono inadempienze nei confronti dei cittadini
italiani.
8
Perché tra tutti i deputati europei, gli italiani sono
quelli meno propositivi e combattivi? Tutto è dovuto solo alla poca volontà dei
Partiti di incidere sulle scelte comunitarie o forse alla poca influenza della
nostra politica?
Perché la stragrande maggioranza vede il Parlamento
Europeo come un posteggio temporaneo e anche perché è un genere di attività che
richiede preparazione e competenza, che non sempre ci sono proprio in virtù del
meccanismo delle preferenze.
9
in Europa con quale gruppo?
Se
esisterà ancora, con l’UEN.
10
Non le sembra che il trattato di Lisbona sia un po’
insensato?
Il
trattato di Lisbona così com’è non è accettabile, anche se l’Europa unitaria
dovrà trovare un assetto diverso dall’attuale, ma è solo il Parlamento che
potrà attribuire poteri diversi che oggi non ha.
11
Con la nostra cultura europea, secondo lei dobbiamo
accettare l’entrata in Europa della Turchia?
Non credo sia un problema tanto di cultura ma di
convergenza dei sistemi politici, economici, giudiziari, sociali.. Se l’Europa
rimanesse l’Europa delle Patrie e delle Identità un’adesione forse sarebbe
anche possibile. Per il momento l’unica soluzione la vedo in un partenariato
privilegiato.
12
In questo momento di crisi cosa si aspetta dalla
comunità europea per tutelare il nostro patrimonio economico fatto di piccole e
medie imprese?
Che essa vigili sulla corretta concorrenzialità, che
ostacoli l’invasione di prodotti che in nome del libero mercato fanno
concorrenza sleale ai nostri, considerato il diverso sistema di produzione, e
inoltre che renda trasparente e omogeneo l’accesso al credito e semplifichi il
sistema burocratico perché le nostre imprese, rispetto a quelle di altri paesi
dell’Unione Europea, sostengono costi enormi proprio a causa dei ritardi
burocratici.
13
A cosa possono portare le alleanze d’impresa tra
industrie nazionali ed europee?
Se non si mette in pericolo l’occupazione dei paesi
ove operano le unità locali, le alleanze di impresa sono utili a meglio
contrastare la concorrenza extra europea.
14
Tra tutte queste liste, l’elettore medio spesso
naufraga, e si affida a quello più rumoroso. Quale consiglio può dare a chi
desidera orientarsi nella compagine politica alla ricerca di un rappresentante
più fedele delle proprie idee?
Di documentarsi su ciascun partito, meglio ancora su
ciascun candidato e sperare che i programmi propagandati non siano chiacchiere
a vuoto.
15
Cosa vuol dire e a chi?
Se gli elettori cercano una Destra Sociale, sulla scheda elettorale questa volta, senza
equivoci, troveranno solo noi: c’è una sola Fiamma, una sola identità
nazionale, sociale e popolare in cui credere e a cui dar fiducia.
Grazie
Luca
Stefano
Pantini