IN LIBRERIA: fra culto e musica senza tempo

 

Per quanto oggi la fruizione della musica sia in continuo mutamento, e con sempre più soventi e nefaste ripercussioni

sulle nostre appendici uditive e digestive di appassionati, è pur vero che si sta radicalizzando una sorta di mondo

a parte quasi incomprensibile ai più: quello di chi la ama.

E allora, tra files compressi multispecie, ascolto tramite pc,

piuttosto che attraverso pseudoimpianti multifunzione la cui resa è, a scelta,

mediamente raccapricciante, ecco il solido interesse per i vecchi dischi

in vinile, per le ristampe dei medesimi, per le novità che cominciano

ad essere ripubblicate anche su questo formato, per i componenti HI-FI e giradischi di qualità,

per i CD cartonati dal volto umano e valori aggiunti, e quindi per l’editoria di cui andiamo a trattare:

quella di chi e per chi non ha mai smesso di coltivare la musica,

di ascoltarla (non sentirla eh!) archiviarla, studiarla, sostanzialmente amarla.

Cominciamo con l’acclamato ROCK PROGRESSIVO ITALIANO di Marco D’Ubaldo e Paolo Barotto,

che nella sua accattivante confezione scatolata, acclude un interessante CD dimostrativo.

Quindici brani per altrettanti artisti che furono tra gli agitatori di quella scena,

invero ben poco seguita all’epoca, ma con sempre crescente postumo seguito, quasi una sorta di riscoperta,

talvolta maniacale. E quindi, tra gli altri: Cherry Five, Metamorfosi, Panna Fredda,

Quella Vecchia Locanda, Procession e via di scorrendo.

A dire il vero, si può tranquillamente parlare di una sesta edizione del celebrato e fondamentale

IL RITORNO del POP ITALIANO di Paolo Barotto, negli anni ampliato edizione dopo edizione,

venduto quasi col tam tam, ma regolarmente andato esaurito.

Stavolta ha però la veste dell’ufficialità: ben presente sulla stampa cartacea di settore,

ben esposto per via interattiva, e soprattutto ben distribuito fra librerie e negozi di musica degni di questo nome.

Si è qui scelto, intelligentemente, di privilegiarne la veste grafica ed iconografica a senso unico,

a cominciare dal box quasi lussuoso della confezione,

passando per la pregevole copertina rigida illustrata da un’opera di Walter Mazzieri,

alle pagine di carta pregiata che ne esaltano la piacevolezza: un photobook insomma.

Via quindi tutte le biografie e citazioni musicali, dentro le copertine degli LP

e dei singoli accompagnate dalle sole discografie di riferimento.

L’unico appunto da farsi è per le imprecisioni mutuate dalle precedenti edizioni,

e che avrebbero meritato attenzione di correzione. Vedi, visto anche le pagine dalle quali ne parliamo,

l’accomunamento degli Acroama agli Janus, piuttosto che l’attribuzione del singolo d’esordio

di questi ultimi con il nome non corretto, che era nel caso Janum.

Volume in ogni caso impedibile per i cultori e per chi vuole avvicinarsi al genere: www.mediane.it

Passiamo allo splendido ITALIAN METAL LEGION di Gianni Della Cioppa,

  che qui partorisce un’opera assolutamente unica e senza precedenti nel mondo tutto.

Dedicato alla scena Heavy Metal italiana degli anni ’80 e primissimi ’90,

va a riempire un vuoto enorme, proprio là dove il seguito è divenuto addirittura maniacale e senza frontiere.

Del resto fu un fenomeno quasi carbonaro, cresciuto coi segnali di fumo,

con lo scambio di notizie via lettera e telefonate ad orari prefissati

(fax, cellulari ed internet non erano neanche un’ipotesi) …..

la nascita delle fanzine (oggi merce da asta) assemblate col ciclostile

e da comprarsi direttamente per corrispondenza dagli autori …….

poi, verso la seconda metà della decade, l’arrivo della stampa specializzata in edicola che cambia un po’ le cose.

Difficile, talvolta difficilissimo anche in tempo reale, sapere di tutte le uscite in vinile che circolavano,

spesso autoproduzioni vendute localmente e senza alcuna altra forma di divulgazione.

Per non parlare poi degli splendidi demotapes, senz’altro più di mille, ma ancora oggi non quantificabili né catalogabili.

Una scena che alla fine mosse tanti appassionati, fra ascoltatori e neofiti musicisti,

ma che sostanzialmente non potevano comunicare ad ampio raggio,

scambiarsi opinioni, segnalare e commercializzare i loro prodotti.

Tutto questo e molto altro, in un’imperdibile opera storico/enciclopedica scritta col cuore,

e con la preziosa cognizione temporale, da uno che c’era e che visse in prima persona

(tra l’altro con i suoi Exile) tutta questa splendida favola metallica.

Stampato in sole 500 copie numerate a mano, sono ben 350 pagine

che si dipanano fra discografie e storiografie per chi arrivò ad incidere l’agognato disco vinilico,

fanzine, demotapes, programmi radio, festival ……

e poi le interviste ad alcuni dei protagonisti di quella quasi fiaba:

Dark Lord, Dark Quarterer, Lunar Sex, Morgana, Elektradrive …….

Come allora, distribuito “quasi” col tam tam: info@andromedarelix.com

Rimanendo all’unicità dell’opera primogenita, se pur stavolta d’interesse

quasi esclusivamente nazionale, un plauso va a

PROMESSE D’AMORE di Davide Motta Frè: un dettagliato tributo ai complessi melodici italiani degli anni 70.

E’ inutile stare a girarci intorno, il mercato dei grandi numeri, qui da noi,

l’hanno fatto soltanto i canzonettari, né più né meno.

E allora vai con gli hits degli Alunni del Sole, Cugini di Campagna, Bottega dell’arte,

Collage, Daniel Sentacruz Ensemble ……

e poi la seconda fascia che diceva la sua, fra Beans, Gens, Panda, Epoca, Teppisti dei Sogni ……

e quindi la miriade di quelli per i quali l’oblio è stato immediato:

Livingstone, Lanterna Magica, Sogni Proibiti, Officina del Passo Pesante …….

Scena indubbiamente contraddittoria, di buio pesto per molti,

di grandi emozioni e ricordi per tantissimi, ma sta di fatto che ancora oggi i CD

di parecchi di quei protagonisti vendano bene, e che fra sagre paesane, feste di piazza e sale da ballo,

siano ancora lì a far gioire gli innumerevoli seguaci.

Assemblato praticamente a mano dall’autore su richiesta, e con tanto di copertina fotografica,

sono quasi 200 pagine grondanti zucchero filato.

Certo, anche in questo caso qualche lacuna sta venendo a galla

(ma lo stesso autore, con grande dignità intellettuale, ne sta prendendo nota)

ma sarebbe stato quasi impossibile fare di meglio: assolutamente consigliato. Ilconte72@yahoo.it

Inappuntabile ed attesissimo il lavoro di Claudio Pescetelli sul beat italiano,

che con UNA GENERAZIONE PIENA DI COMPLESSI,

va a colmare un vuoto che da troppo tempo gridava vendetta.

Centinaia e centinaia di schede storicobiografiche per tutti quelli che fra il 1964 ed il 1970

hanno lasciato traccia vinilica della loro esistenza.

Ovviamente, come lo stesso autore premette, ci saranno inevitabili lacune,

ma appare davvero impossibile scandagliare con assolutezza un mondo così spesso quasi zonale.

Pescetelli, tra l’altro, che di questa scena è uno dei massimi cultori e studiosi,

ha contattato personalmente (testimonianza diretta di chi scrive …)

tutti quelli di sua conoscenza che avrebbero in qualche modo potuto aiutarlo per la zona geografica di riferimento.

Sono stati inoltre citati, e con tutta ragione, anche quelli che all’epoca incisero professionalmente qualcosa,

ma che poi per i più svariati motivi non fu che pubblicata in via postuma.

Purtroppo carente dal lato iconografico, sarebbe stato davvero sontuoso fra copertine beat, flower power,

fotografie, locandine …. ma l’editore (ZONA) non l’ha concesso.

Non chiediamo comunque di più, è già tantissimo per stavolta.

Colgo l’occasione per segnalare dello stesso autore, se mai ne avesse ancora qualche copia disponibile, il delizioso

CIGLIA RIBELLI,   dedicato al beat italiano al femminile.

Qui Pescetelli, a parte le schede biodiscografiche d’ordinanza,

va a rintracciare alcune di quelle protagoniste e  ne pubblica i ricchi e fondamentali ricordi,

più qualche immagine dagli archivi personali.

Ecco allora gli aneddoti di Orchidea De Santis (futura star del cinema bis),

Elisabetta Ponti (poi editrice di Super e Nuovo Sound), Nicoletta Costantino (ex Pupille),

Penny Brown e Viviana Tacchella  delle Stars ….. Provate a chiederglielo capellon_2000@yahoo.it

 

 

                                                                                                            Luigi Papi