
Francesco Mancinelli
Tratto da
Tra
gli immaginari di riferimento, saccheggiati a destra dal repertorio
del Fantasy, c’è la Storia Infinita di Michael
Ende, un bel romanzo ricco di significato, in cui bambini guerrieri
combattono per la difesa del regno di “Fantàsia” e delle sue diversità , contro
“un nulla” totalizzante , anonimo e distruttivo che avanza.
Sono ormai da più di 10
anni che le giovani formazioni della destra istituzionale ne hanno fatto
“il marchio preferito” per la loro festa nazionale di avvio della stagione
politica all’interno dell’ estate romana.
In realtà , prima di Atreju,
come immaginario su cui costruire campi e feste politiche, c’erano stati i
Campi Hobbit degli anni 70, le Feste della Contea organizzate a Colle
Oppio degli anni 80, attività organizzate in quattro e quattr
’otto, povere economicamente, tirate su con la sola forza delle
braccia dei militanti , ed in cui il partito non metteva una lira; luoghi
marginali direte, frequentati per lo più dalle sole tribù e
clan dell’ambiente romano. E come non ricordare poi le feste
nazionali del Fronte della Gioventù (1), ricche di contenuti trasgressivi, che
riflettevano ancora “una specificità antropologica della fauna
frontina”, un radicamento ideologico e culturale, un disegno identitario ben
visibile, chiaro, votato alla riconquista della sovranità e
dell’indipendenza nazionale persa nel 1945 (2) .
Erano gli anni in cui la triade
della mafia demo-ciellina Andreotti-Sbardella-Giubilo, dominava
incontrastata su Roma e sul Lazio con “l’Apparato DC e la Compagnia delle
Opere”: anni in cui Gianni Alemanno e Fabio Rampelli si facevano
arrestare a Nettuno per aver tentato di bloccare il corteo di
macchine di Bush padre, il quale veniva a festeggiare, in
pompa magna, l’occupazione americana del suolo italico con lo sbarco di
Anzio. Era il periodo in cui il Fronte della Gioventù, prendendo
spunto dalle parole d’ordine del movimentismo fine anni 70, aveva ripreso
saldamente le redini di una visione non-conformista ed antagonista del progetto
politico, ed organizzava i cortei a favore dell’Intifada e delle lotte di
liberazione nel mondo, a favore dei detenuti politici, contro il
nucleare, contro la smantellamento della scuola pubblica, contro il malgoverno
e levantinizzazione .
Poi arrivò tangentopoli e la
vittoria di Pirro del ‘92; la destra neo-fascista fu
sdoganata dalla P2 del trio Fisichella-Previti-Berlusconi, e
l’ombra di Mordor, si cominciò ad addensare sui piccoli Hobbit che
tiravano ancora su le loro povere feste a braccia. Allora, come
d’incanto, cominciarono ad arrivare le sponsorizzazioni degli eventi,
cominciarono a fluire i soldi a go-go, e quel modello
tardo-clientelare-ciellino della Compagnia delle Opere, quella
metodologia da apparato corrotto, che era stato denunciato e
combattuto per anni , diventò di colpo, il modello
umano-organizzativo perfetto.
Di contro, finiva il
linguaggio antagonista e l’identità specifica, il pantheon culturale di
riferimento si impoveriva (soprattutto dopo il golpe di Fiuggi) , e
veniva prontamente occupato da “derivati” culturali (Fallaci e Popper
in testa); finivano le letture di Degrelle, Codreanu, Evola,
De Benoist, ed i contenuti delle feste venivano via via “diluiti”,
cosi come i dibattiti ed i temi trattati, con una selezione guardinga sui
testi e l’oggettistica presente negli stands. Ci si avviava insomma verso
un veloce processo post-ideologico, dettato dal mercato, secondo
quanto richiesto dalla maggioranza dell’opinione pubblica di destra
e non più tanto silenziosa, da un clima spensierato e festaiolo delle
iniziative dell’Ass. Castellum “all’ombra del colosseo”,
marginalizzando ad es. i concerti di musica alternativa, e dando spazio
al cabaret, alla discoteca e a gruppi e cantautori noti e ben
pagati.
Nonostante le dosi di intossicazione
narcotizzante, Azioni Giovani (3) , con i Campi Base le feste di
Atreju, hanno mantenuto per anni quel minimo di “cripto-identitificazione” non
completamente annegata nel grande partito totalitario di massa, fatta ad
immagine e somiglianza del grande ridente capo mediatico. Tanto che nelle
edizioni della festa, fino al 2007 e con AN ancora non pensionata, si
potevano ascoltare i concerti dei 270 bis e della Compagnia dell’Anello, e
senza avere, almeno per una serata, la vergogna di dichiarasi “fascisti”
o perlomeno “non-antifascisti”. Qua e là, ancora si scorgevano
segni di micro-identità non completamente debellati, qualche intervento
culturale non ottimista, magliette irriverenti, libri maledetti,
simbologia, immagini di un orgoglioso passato, non-presentabile,
povero ma assolutamente libero.
Se si passano tuttavia in rassegna
le ultimi edizioni della festa, tra cui quella di quest’anno,
possiamo scorgere una passerella infinita di personaggi governativi e
ultra-istituzionalizzati, una nomenclatura scontata, in
dibattiti-marchetta e privi di vero spessore, uno scenario post-ideologico di
una neutralità assolutamente inverosimile, e sembra proprio che “Fantàsia”
sia stata ben ben digerita dal grande “Nulla”. Chi l’avrebbe detto che proprio
la deriva nazional-popolare sarebbe stata la tomba di Atreju? (4).
Ma la cosa che quest’anno è
saltata veramente all’occhio, e che perfino la nomenclatura del dissidente
gruppo (tutto ex-aennino) di Futuro e Libertà sia stata pesantemente
estromessa da qualsiasi passerella e/o dibattito pubblico (a parte
qualche personaggio di secondo e terzo livello) . Nessun segno della
presenza del grande ex-capo di AN (ma anche ex-granciambellano
estromesso da Sua maestà Berlusca) (5). Neanche l’ombra dei
neo-partigiani finiani posizionati tra la file di Fare Futuro e del Secolo
d’Italia, almeno come dire, per interloquire con Marcello
Veneziani, loro antico mentore e maestro, che ultimamente e non
senza ragione ha fatto le pulci, pelo e contropelo, a questi nuovi
crociati della legalità e dell’iper-istituzionalismo.
Sembra insomma che la baby-ministro Meloni
ed il nuovo triumvirato tutto romano (Alemanno-Augello-Rampelli) , non se
la vogliano arrischiare più di tanto nel contenzioso interno al Pdl, e si
siano allineati ai diktat del centralismo dirigista verso i rejetti compari di
partito. Ormai da tempo, a Roma regna una inverosimile “pax romana”,
fatta di regole molto chiare, quasi aziendali: debellata o messa ai
margini la destra radicale/terminale e le sue inopportune ingerenze,
messi a stipendio personaggi e capetti vari, azzerato il dibattito culturale
sull’occidente ed suo devastante pensiero unico, e creata una novella e
produttiva Compagnia delle Opere, possiamo pure dire che “la Storia
Infinita” è bella che finita da un pezzo, una storia finita e senza più
“Fini”.
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Note
1) In
particolare le edizioni di Spoleto 1988, Assisi 1980, Siracusa 1990, ed infine
quel Campo di Santa Severa del 1991 che presagiva tra le righe la
“involuzione meta-politica ed antropologica della specie destra” verso il
nulla-pensiero. Interessante a riguardo il seguente archivio fotografico
per capire “il come eravamo ieri” e “chi sono loro oggi”: CLICCA
QUI
2) Per
uno sgaurdo sul Fronte della Gioventù degli anni 80, vale la pena
citare il testo chiave Le Radici e il progetto, Ed. Settimo Sigillo,
Roma 1989
3)
Azione Giovani è la formazione che a metà degli anni 90 ha sostituito il Fronte
della Gioventù ed ultimamente anche Azioni Giovani è stata pre-pensionata per
dare vita ad una nuova organizzazione chiamata “Giovane Italia”.
L’immaginario immediato riporta a quella fondata da Giuseppe Mazzini, con
le giovani avanguardie dell’azione e del pensiero
radicale-risorgimentale, votate alla morte, e che
praticavano, oltre il pensiero nazional-repubblicano radicale,
anche la lotta armata come principio e come via. Difficile capirne
l’attinenza ed il legame anche pur minimo, con le attuali tendenze
“antropologico-politiche” della giovane destra istituzionale “berlusconizzata”.
Ma, contenti loro ….
4) http://www.atreju.tv/programma.php
5) Da ricordare che
nell’edizione del 2007, e prima della fondazione del Pdl, le
esternazioni di Fini ai giovani, sul Fascismo come “Male Assoluto” del
secolo, avevano destato polemiche roventi; tanto che oggi gli ultimi
sostenitori del male assoluto, preferiscono andare a mangiare le patatine
per una serata al festival romano del Pd o di Rifondazione!!!