
2010: ANNO DECISIVO!
13 Gennaio 2010

Il 2010 sarà un anno decisivo per l’Europa e per
l’Italia. Tutto si muoverà intorno alla volontà, consacrata nel trattato di
Lisbona, di imporre ai popoli europei costumi, leggi e simboli che non sono mai
appartenuti alle genti di questo continente.
IL TRATTATO DI LISBONA E L’IDENTITÁ CRISTIANA ED IL
DIRITTO NATURALE
Contrariamente alle solenni promesse del Governo Irlandese, il 2 Dicembre, un
giorno dopo l’entrata in vigore del Trattato, tre donne irlandesi si
appellavano alla corte Europea dei diritti di Strasburgo, per rendere illegali
i principi costituzionali e le leggi che sino ad oggi hanno reso impossibile
abortire in Irlanda. Questo blocco a favore della vita è stato reso possibile
dal consenso costante espresso tramite diversi referendum dalla stragrande
maggioranza degli irlandesi.
La Corte Europea deciderà a febbraio schierandosi contro il diritto alla vita
nel caso
dell’ Irlanda e a favore della rimozione del Crocifisso nel caso dell’Italia.
C’è di più. Alcuni giorni fa due gay hanno chiesto al Sindaco di un Comune
Italiano di essere sposati. Di fronte all’ovvio diniego del Sindaco i due si
sono, anche loro, rivolti alla Corte Europea per discriminazione nei loro
confronti. La Corte Europea deciderà a febbraio o marzo sicuramente a favore
dei due gay e della loro richiesta di vedere riconosciuto in Italia il loro
“diritto” a sposarsi. Quindi tutto fa pensare che i “matrimoni gay”, così
decisamente respinti da popolo e parlamento saranno entro l’anno, legge in
Italia.
Su tre questioni quindi di enorme importanza, assisteremo all’ imposizione nei
prossimi tre mesi da parte delle Istituzioni europee di nuove leggi che faranno
scempio delle nostre tradizioni etiche e giuridiche e degli ultimi presidi di
diritto naturale in Europa.
E’ evidente che questi tentativi saranno fronteggiati da proteste di piazza e
movimenti popolari che vedranno nella loro classe politica un insieme di
traditori che hanno disonestamente taciuto ciò che in altri paesi è noto e cioè
che la Sovranità della nazioni europee dopo tempo immemorabile, hanno cessato
di valere dal 1 Dicembre scorso.
Si profila probabilmente anche uno scontro di carattere giuridico perché la
Corte Costituzionale Italiana e le alte corti irlandesi, nel timore di vedersi
improvvisamente svuotare di qualsiasi significato, porranno un problema di
sovranità che però trova già chiara risposta nel Trattato molto chiaro nel suo
profilo totalitario: seguendo il principio del “ ubi maior minor cessat”
Cassazioni, Consigli di Stato e Corti costituzionali non avranno più nessun
potere di fronte alla violenza distruttrice della Corte Europea dei diritti
dell’ uomo. Con buona pace di Berlusconi che ha fatto votare all’ unanimità il
Trattato e ha imposto alla Lega di stare zitta.
LA LEGGE SULLA CITTADINANZA E LA RESA ALL’
IMMIGRAZIONE
In Italia sta silenziosamente passando, grazie all’insistenza di Fini, una
nuova legge sulla cittadinanza e sul voto che sancirà la fine dello “Ius
sanguinis” , a favore di uno “ius soli” che permetterà a milioni di immigrati
di divenire italiani in pochissimo tempo.
La legge, ancora in Commissione, sembra essere la sintesi di un compromesso fra
finiani e leghisti: questo avviene nonostante sia a tutti nota la radicale
opposizione del popolo italiano a qualsiasi proposta del genere.
In Grecia, altro paese di forti tradizioni cristiano nazionali, ciò che fino ad
adesso è sembrato impossibile, e cioè il fatto che 3 milioni di immigrati molti
dei quali musulmani ( la Grecia è emersa solo da 150 anni da due secoli di
terribile dominazione islamica) su una popolazione di poco più di 10milioni di
greci, graze alla proposta di legge del partito socialista che abrogherebbe lo
ius sanguinis possano divenire tutti cittadini ellenici. Forte è l’opposizione
del partito Laos confortato dall’opinione del 70% dei greci, che non vogliono
alzare bandiera bianca all’ immigrazione.
E’ evidente che ogni emanazione di legge che porta all’allargamento delle
maglie su immigrazione e cittadinanza, sia in Grecia che in Italia, vedrebbe
l’immediato ricorso ad un referendum abrogativo da parte delle forze nazionali
ed identitarie.
LO STRANGOLAMENTO ECONOMICO DEI PAESI MINORI
Lettonia, Islanda , Grecia sono sul punto della bancarotta; in realtà sono
molti di più i paesi quasi in default ma questi paesi si distinguono per non
voler sottostare alla ricetta del FMI e dei grandi consorzi bancari che
vogliono imporre loro, poderosi tagli sociali. Molti esponenti della società
civile di questi paesi sono favorevoli a respingere al mittente le richieste degli
strozzini internazionali e a chiedere allo Stato di emettere finalmente denaro
a credito .
Questa è la fase decisiva che porterà finalmente all’ attenzione dell’opinione
pubblica la tesi che Forza Nuova ha sempre,unica in questo,espresso e cioè che
è lo Stato a dover emettere il denaro e non le banche.
Questa questione, conosciuta in Italia anche da ambienti della maggioranza, è
stata per la prima volta riportata in un articolo redazionale apparso sul
Giornale alcuni giorni fa e che candidamente spiegava appunto che lo Stato
Italiano poteva avocare a se il potere di emissione.
Gli atti del Governo e di Tremonti però vanno in tutt’altra direzione; con lo
scudo fiscale sono entrati nei forzieri delle banche 95 miliardi di euro. il
Governo a prova della sua sudditanza non è riuscito in cambio ad ottenere un
euro di tasse, in quanto le banche falsificando il loro status, continuano a
dichiararsi fondazioni no profit! In più contrariamente a ciò che è avvenuto in
molti paesi, le banche si ostinano a tenere alti i mutui e soprattutto a non
prestare denaro a piccole aziende e famiglie, con un costo sociale tanto grave
quanto evitabile .
Il quadro qui rapidamente disegnato vede in modo sempre più chiaro i movimenti
nazionali in Europa schierati sul fronte della difesa dell’identità cristiana e
nazionale e della sovranità economica e monetaria. Le sinistre sempre più
ridotte a comparse sono schierate con le grandi burocrazie politically correct
e le banche. Poi vediamo lo spettacolo indecoroso del Pdl e della Lega, che
riempiono le pagine dei propri giornali di titoli populisti e identitari, quasi
non fossero loro che dall’ alto del loro potere, a firmare trattati, a
riscrivere leggi e a trattare con le banche.
I popoli europei non possono parlare ma se potessero si schiererebbero in un
moto forse più di istinto e di conservazione, dalla parte della difesa dei
valori e della sovranità.
Fuori dall’ UE, ma dentro l’ Europa, la Svizzera, solitaria e coraggiosa si fa
sentire prima con il referendum sui minareti e poi non paga, si prepara a
votare per un nuovo referendum che ricalca esattamente la proposta fatta da
Forza Nuova in occasione delle recenti elezioni chiedendo l’espulsione
immediata e ab aeternum per tutti quegli immigrati che clandestini o no abbiano
commesso reati sul territorio elvetico.
Fuori dalla UE, ma dentro l’ Europa, la Russia
silenziosa, ma attenta, si propone oggi, paradosso della storia, come possibile
paladina di Libertà A Forza Nuova ed ai suoi alleati il compito di condurre
questa impari , ma stupenda lotta fondando la sua certezza di vittoria sulla
profezia “Sotto questo segno vincerai”. Quella scritta nel sogno di Costantino
circondava quella Croce sulla quale oggi come ieri “ è sospesa la salvezza del
mondo”.
On. Roberto Fiore