
Roma, 9 giugno 2010
Al Presidente
del Consiglio dei Ministri
Al
Presidente della Repubblica
Al
Ministro della Funzione Pubblica
Al
Ministro dell’Economia e delle Finanze
LORO
SEDI
OGGETTO: LETTERA
APERTA.
Giustiziati i
dipendenti pubblici.
La nuova manovra finanziaria applica la
pena di morte per i dipendenti pubblici
congelando gli stipendi per quattro anni.
Ricordiamo che i rinnovi economici per
quelli che sono chiamati (forse con ironia) servitori dello Stato, erano già
stati calmierati e servivano solo per consentire il ripristino del potere
d’acquisto del già esiguo stipendio percepito, valutato per altro su base
Istat, quindi lontano dalla reale svalutazione dei prezzi al consumo.
Ma non basta, è stato deciso il blocco
per quattro anni anche di tutti gli automatismi e del salario accessorio; le
liquidazioni, che già erano erogate sei mesi dopo lo stato di quiescenza, ora
saranno frazionate in tre rate, e per di più continua il blocco del tournover
fino a tutto il 2012.
Non parliamo poi delle pensioni, la
cui erogazione, già resa più complicata con l’innalzamento dell’età
pensionabile, ora sarà definitivamente portata a 65 anni anche per le donne.
A tutto questo si aggiungono i tagli
agli Enti Locali che comporteranno un aumento delle tasse comunali, provinciali
e regionali, a cui vanno ad aggiungersi i pedaggi e l’aumento dell’Iva e di
tutte le altre tasse indirette che gravano ulteriormente sulle scarse risorse
del bilancio familiare.
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La categoria che ne fa le spese è sempre
quella dei tre milioni e mezzo di
dipendenti pubblici, che percepiscono uno stipendio medio di 1,200.00 euro
mensili e che subiscono una tassazione del 43% (la più alta di tutta
Non si può continuare a colpire
sempre e solo la stessa tipologia di lavoratori.
Non
è accettabile la riduzione in schiavitù di una massa di cittadini colpevoli
solo di poter essere “tassati alla fonte”.
Se l’ obbiettivo del Governo
Italiano è quello di ridurci alla fame, vi ricordiamo che da parecchio tempo
accettiamo una condizione di semipovertà.
Ora, però, non possiamo più
tollerare una situazione che sta diventando ogni giorno di più insostenibile,
il cui peso sulle spalle dei lavoratori italiani cresce esageratamente,
come esageratamente sta aumentando quel
divario tra i nuovi ricchi, sempre più ricchi, e i nuovi poveri, sempre più
poveri. Ricordiamo infine, che un
Governo magari lontano da noi ideologicamente , ma sicuramente più dignitoso
del nostro, come quello inglese ha imposto agli istituti di credito del paese
un contributo di 10 miliardi di sterline, mentre il nostro Tremonti non ha
osato chiedere nulla alle banche italiane.
Chiediamo
perciò al Governo Italiano di avere il coraggio, la responsabilità e il
dovere di tutelare i dipendenti della Pubblica Amministrazione.
Chiediamo
d’invertire la tendenza alla vessazione incondizionata di cittadini onesti, che
da sempre si fanno carico regolarmente di tutti gli oneri di cui sono chiamati
a rispondere davanti allo Stato Italiano.
Le manovre fatele con chi i soldi li ha, non con i derelitti. Cambiate
indirizzo, prima che la fame spinga “noi lupi” fuori dalla tana, per andare a
ripristinare la giustizia, l’equità sociale e soprattutto, la trasparenza della
gestione della Res Pubblica.
“Fermatevi, finché siete in tempo”.