
Francesco Mancinelli
04/02/2010
Tratto da
Non capendo
granché delle dinamiche della politica attuale, e delle sue strane
alchimie , mi accingo a recensire più’ semplicemente questo studio corposo e
dettagliato (circa 450 pag) , su una delle tante micro-esperienze, legate
a micro-eventi, in micro-ambienti. Insomma una di quelle storie che,
come ci insegnò tempo fa il giornalista Angelo Mellone, in un suo
intervento di infuocata dialettica sul magazine Il
Fondo [leggi qui],
non contano niente, non hanno mai contato niente, e non interessano a
nessuno.
Ultimo
uscito della collana “Sangue ed Inchiostro” delle edizioni Settimo
Sigillo, edito e distribuito dall’ottimo Enzo Cipriano, nasce il
primo lavoro organico sulla storia di una delle maggiori organizzazione
giovanili nazional-rivoluzionaria degli anni 80’, organizzazione
nata e sopravvissuta negli anni bui del riflusso e sciolta d’autorità dal
Ministero degli Interni nel 1993 : il Movimento Politico Occidentale (per
abbreviazione da ora MP) . Autore del libro è Davide Sabatini,
stimato storico ed autore già conosciuto per altri due studi di spessore
e di interesse , nonché protagonista e testimone puntuale, del sodalizio
di MP in tutte le sue successive fasi organizzative e
trasformazioni (1).
Possiamo
cominciare con il dire che il lavoro di Davide è utile da un lato, a proporre
una storiografia ragionata, una focus sulla cronaca
ravvicinata e/o breve termine, soprattutto quando si tratta delle
esperienze legate al neo-fascismo, delle quali si perde in fretta
la memoria e si altera la verità dei fatti. (2)
Dall’altro,
serve a marcare il terreno e lasciare documenti e testimonianza scritta,
quindi non superabile, da chi non “dell’ambiente”, lo indaga
dall’esterno, e spesso non capisce e/o male interpreta i fenomeni
intrinseci , e tralascia spesso di verificarne, le profonde
contraddizioni interne e la complessità, creando scenari di semplificazione
abnorme.
Il Movimento
Politico Occidentale (MP) transita sulla scena politica nazionale dal 1983 al
1993. Nato nella zona dei castelli romani , si concentra
soprattutto sulla piazza di Roma (ma non solo); si
inserisce a pieno titolo come il principale protagonista della cosi
detta “Base Autonoma”; un modello militante radicale che cerca il
superamento del neo-fascismo verticistico e gerarchico tipico degli anni 70, e
capitalizza le esperienze movimentiste e spontaneiste di Terza Posizione,
del Fuan-Nar , del Movimento Romano, del MSI Lotta Popolare, ricercando
da subito il superamento definitivo della logica degli opposti
estremismi che aveva esasperato la lotta politica degli anni 70; ma
senza tuttavia mai recedere di un metro, nè ideologicamente né
tantomeno militarmente. Una organizzazione creata dal basso, ed
estremamente egemone a livello giovanile (ma non egemonizzabile da
nessuno); egemone, e soprattutto non eterodiretta da altri ed
alti “fini”.
Questo
modello, nasce da quella sana frattura generazionale e culturale
innescata già da metà degli anni 70, che ha coinvolto decine
e decine di gruppi, esperienze autonome, comunità militanti,
anche nella piena stagione del riflusso e che dal nord al sud Italia
hanno lasciato il segno nella costruzioni di intere
classi dirigenti (3) ; queste espressioni della destra radicale e del
neo-fascismo, hanno recuperato terreno, spessore, analisi
e credibilità, rispetto ai modelli dei “ concorrenti
antagonisti “ della sinistra radicale. In alcune tematiche si è generato
( a mio avviso ) addirittura un sorpasso netto (soprattutto in tema di
mondialismo e globalizzazione dei mercati , e soprattutto, sulle
tematiche legate alla crisi epocale che ha investito tutte le generazioni post
– sessattontine).
Erano i
lontani giorni, in cui lo stesso istituzionale Fronte della
Gioventù rautiano , influenzato e quasi plasmato, da quadri
politici e immaginari del movimentismo anni 70 , si muoveva su
scenari “border line” ed atipici , lontani mille miglia dalla
destra conformista da cortile che anche oggi conosciamo (quella che da un
lato esaltava la doppia pena di morte e dall’altro plaude ai pruriti di false
riforme istituzionali).
Il Movimento
Politico, con questo saggio di Davide Sabatini, entra a far parte
della storiografia dissidente, a pieno titolo, con altre
formazioni del neo-fascismo “non allineato” (e/o di quelle in
cripto-ostaggio della destra atlantica americana ) ; un avamposto
generoso dei nuovi proscritti “non collaboranti” con le
dinamiche adulterate di fine millennio. Emerge dal racconto di Davide,
un manipolo di giovanissimi ribelli, pronti a tutto, che
irrompono sulla scena metropolitana romana, imponendo la propria presenza
ed originalità di azione.
E questo
manipolo di giovanissimi ribelli (Maurizio Boccacci , Alberto Devito
Francesco, Roberto Valacchi i dirigenti storici), cominciano a
rompere le uova nel paniere proprio nell’apparato missino dal quale hanno
spiccato il volo , denunciando ben presto l’incapacità congenita e la
malafede dei vertici, i limiti di azione, e soprattutto l’ingerenza
nefasta di quell’ arrivismo tardo-istituzionale dell’apparato, che
si annidava da sempre nelle file del partito, ben prima delle svolte
ipocrite e zelanti del 1994.
L’obiettivo
perseguito dalla dirigenza di MP era quello di strappare, metro per
metro, l’egemonia culturale e sociale “di sinistra” alla sinistra , e/o meglio,
come riappropriarsi di quella mentalità di radicamento che la
sinistra aveva ereditato guarda guarda , proprio dal modello di egemonia
gramsciana del partito-stato per eccellenza: il partito nazionale fascista.
Strappare quindi il territorio, la comunicazione diretta sui temi
caldi dell’ ecologia, dell’ autodeterminazione dei popoli, della
giustizia giusta per i detenuti politici , della solidarietà con i più
deboli; radicamento e contro-potere territoriale, difesa del lavoro, scuola ,
marketing avanzato , comunitarismo militante. Il tutto condito da dosi di sana,
trasgressiva e maschia giovinezza , idealismo, e tanto tanto tanto entusiasmo.
L’autore
mette in chiara evidenza le varie fasi alterne del gruppo:
dal MSI dei Castelli 1985-1987 alla nascita delle due sezioni di Piazza
Bambocci e Frascati e di Via Domodossola all’Appio Latino, le battaglie contro
la droga; per la liberazione di Paolo Signorelli e Gianfranco
Ferro; i contatti con il partito radicale e i tentativi falliti
di azzerare lo scontro con l’estrema sinistra. Concerti , musica,
campagne di autofinanziamento con lavori stagionali agricoli nella maremma
viterbese. Volantinaggi e manifestazioni presso la centrale di Montalto, contro
il nucleare, ma sempre a difesa assoluta del lavoro operaio;
infine gli immancabili solstizi e feste comunitarie (Ritorno a Camelot)
con le altre formazioni consorelle.
Davide si
sofferma anche sulla sofferta fase della scissione all’interno della
dirigenza romana, per influenza esercitata dal nascente Movimento
Tradizionale Romano, organizzazione che puntava alla formazione interiore ed
evoliana dei quadri militanti, piuttosto che alla piazza ed alla
mobilitazione sociale. Dinamica di rottura, che vide una situazione
critica gemella scaturire nell’ambito del auto-disciolto Meridiano Zero,
qualche anno dopo, con la nascita del gruppo e dell’omonima rivista “Mos
Maiorum”.
L’incontro
fecondo con il laboratorio Dart di Roma , nato ad opera dei militanti
meta-politici piu’ spregiudicati della sede Colle Oppina del FdG segnano la
seconda fase; l’avvento degli skineheads sulla scena romana,
nazionale ed europea, riposiziona in breve l’immaginario e le scelte
strategiche del Movimento Politico e ne gonfia le fila in numero di
militanti . L’analisi del libro si sofferma puntualmente sulla nascita
della moda giovanile nata dalla working class inglese, che in piena crisi
economica e di identità sociale e politica , incontra quasi per
caso le istanze destro-radicali anglofone.
Il Movimento
Politico ha accettato questa sfida difficile, cioè di dare “una forma
compiuta” a questa nuova forza giovane e pre-ideologica , che stava
irrompendo, come protagonista nello scenario dell’immaginario giovanile
metropolitano; in particolare creando un coordinamento speciale con
le maggiori organizzazioni nazionali (Il Veneto Fronte Skinheads e
Azione Skinheads di Milano). Il rischio che i militanti ed i quadri
di MP avvertivano, era il rischio di far scivolare il tutto,
verso uno schema troppo stereotipato, già peraltro previsto
ampiamente dal sistema.
La
difficoltà di gestire l’aggregazione da “stadio” ed egemonizzare
la curve come contenitore militante di riserva, lo scontro fisico con la
sinistra radicale , e le soliti tristi dinamiche di supremazia con gli
altri gruppi sul territorio romano, hanno reso difficile la vita del
Movimento Politico per anni. D’altra parte la questione nevralgica
dell’immigrazione stava esplodendo in tutte le sue pesanti contraddizioni
, e la scelta di privilegiare il tema del revisionismo storico,
hanno facilitato in breve, la criminalizzazione del Movimento
ad opera degli organi inquirenti e della stampa di regime (4).
La parabola
discendente di MP, innescata prima da una serie interminabili di
perquisizioni, arresti e attività repressiva , poi dall’ assalto
armato con tanto di pistole alla mano di giovani membri della comunità
ebraica romana presso la sede di Via Domodossola, culmina con
l’operazione Runa del 4 maggio 1993 , e l’attuazione del decreto di
scioglimento del Movimento (in base alla famigerata Legge Mancino) che
peraltro, avrebbe dovuto colpire contemporaneamente anche l’altra organizzazione
presente sul territorio romano: Meridiano Zero (5).
D’altra
parte, per chi ha la capacità di contestualizzare gli eventi, ci
trovavamo nel bel mezzo degli anni ruggenti di tangentopoli , gli
anni in cui si doveva avviare in gran fretta la cosidetta “seconda repubblica”,
de-fascistizzare l’MSI ( il disegno previsto dalla P2 di Licio Gelli)
, impostare la dittatura mediatica delle Tv commerciali, insomma la fase
che avrebbe visto definitivamente anti-fascisti ed anticomunisti doc, ed ex
sessantottini rampanti, compiacersi e dondolarsi del
post-ideologismo coatto e levantino, ed andare tutti quanti felicemente a
dama , grazie alla ristrutturazione del sistema partitocratico,
ammucchiato da tempo in discesa.
E come
avviene nella buona tradizione italica, ad ogni stretta liberticida e
repressiva, ad ogni ristrutturazione , corrisponde una equivalente
“macelleria” di giovani vite, ed esperienze stritolate ed annichilite
della “ meglio gioventù ’”, di quella vera, di quella da sempre non
allineata , di quella non-collaborante, di quella che al cinema non si
vede mai. Tuttavia c’è chi ha lasciato tracce e perfino modelli di una
certa rilevanza , c’è chi ha lasciato esperienze e ricordi ,
insomma memoria . Forse dobbiamo anche ad MP, quanto
successivamente è stato capitalizzato ed evoluto ad esempio da CasaPound
da un lato, o Forza Nuova dall’altro (e non solo).
C’è stato
chi addirittura chi alla fine di questa microstoria , sulla pelle di
pochi giovani ribelli, si ritrova perfino satollo ed arricchito, per
essere salito sul treno giusto al momento giusto, rinnegando ed abiurando il
proprio passato. Sarebbe interessante fare un ricerca, per vedere
personaggi e figure di primo piano della scena militante antagonista degli anni
70- 80 (perfino tra coloro che hanno gravitato nel Movimento Politico o
ne sono stati vicini collaterali) e che oggi lavorano , nelle varie
aree manageriali dell’apparato, ben stipendiati, in nome non più
del “dente di lupo” e della rivoluzione, ma dell’azienda di
famiglia PdL-Mediaset .
Non è certo
il caso di questi magnifici ragazzi dei castelli romani, i proscritti degli
anni 80, tra cui primeggiano gli storici fondatori di
MP: Alberto Devito Francesco (Albertone per gli amici),
Maurizio Boccacci e Roberto Valacchi (detto: Pasticcino) che
saranno come al solito considerati, dalle solite voci dell’apparato
istituzionale , come puerili testimoni di una inutile e sterile
stagione, quella fuori tempo massimo; gli ultimi donchisciotte di fine
millennio, attori protagonisti di una giovanile ingenuità, spesso
maldestra e pericolosa, strascinata ed ostentata tra spontaneismo ed
istinto di umana sopravvivenza ; ma i pre-giudizi dei cultori omologati
“della plebaglia di destra” li conosciamo bene .
Di certo ,
mai ( e ribadisco il mai) si potranno tacciare questi giovani ribelli
degli anni 80 (“I Guardiani della RUNA DEL LUPO”) di vigliaccheria
congenita, di trasformismo codino né, tantomeno, di malattia
post-ideologica; quella tipica dei gattopardi paraculi e dei
ruffiani di ogni tempo, (che conosciamo bene anche loro per nome e
cognome); la malattia tipica che ha colpito molti, ma per
fortuna non tutti.
________________
1) Davide
Sabatini è laureato in Storia Moderna e Storia delle Dottrine
Politiche. Cofondatore del Centro Studi Tusculum, ha pubblicato per
suddette edizioni L’Internazionale di Mussolini: La diffusione del
fascismo in Europa nel progetto politico di Asvero Gravelli; Resistenza.
Al di là del mito: La Ciociara e le altre. Il corpo di spedizione francese in
Italia 1943-44.
2) L’esempio
del cronista – protagonista la troviamo ad es. già in una dei
maggiori testimoni del così detto ” risorgimento tradito” : quel di
G.C.Abba , cronista e protagonista di un pezzo della storia del nostro
Risorgimento; e anche grazie alle Sue testimonianze dirette,
scopriamo come vennero rese innocue e deviate le istanze piu’
sane ed originali dell’insurrezionalismo risorgimentale, e di come venne
annegata la prospettiva rivoluzionaria originaria piegandola agli scopi
dall’apparato della piemontesizzazione forzata .
3) Tanto per
citarne alcuni dei sodalizi più’ importanti, coetanei del Movimento
Politico e più volte citati nel libro: Orion, la comunità di
Ideogramma al Nord; Heliodromos, L’aratro di Battipaglia ed
Fronte Europeo al Sud, il Centro Studi Tradizionali, Meridiano Zero
al Centro.
4) Il testo
tratteggia l’episodio del mancato convegno di Roma con lo storico Inglese David
Irving e la trappola mediatica organizzata da Ferrara con la complicità della
destra perbenista di Fini.
5)
Meridiano Zero si auto-sciolse con conferenza stampa e comunicati
ufficiali una settimana prima, ben fiutando la scelta repressiva degli organi
dello stato anti-fascista, contro i movimenti antagonisti metropolitani
dei primi anni 90.