
05/10/2010
Terza Repubblica, Terzo Polo,
Terza Età…
Francesco Mancinelli
Tratto da

C’è
una leggenda che gira per la rete, e non solo, che anela ed esalta
il rinnovamento della politica, l’uscita dagli schemi precostituiti , la novità
assoluta. Il tutto dovrebbe essere fatto da “uomini nuovi”, per la
costruzione addirittura di una nuova Terza Repubblica, tutta bella e
incelofanata , visto che la seconda, a somiglianza della prima , stà
franando tra nefandezze e gossip, tra spettacoli indecorosi e show plebei
, scandalucci da quattro soldi, P3, e vicende immobiliari poco chiare
ecc. ecc.
Per me , che amo “fare trapassato
remoto” c’è da dire, che perlomeno nella prima repubblica, per
quanto abbuffina e spregiudicata ( ci ha regalato infatti un debito pubblico
che non potrà mai essere più ripianato) , paleontocratica e demagogica
, schiacciata inesorabilmente dalla leggi di Yalta, si manteneva
pur tuttavia vivo un dibattito ideologico ad alto livello, uno scontro
meta-politico di tutto rispetto, vivacità e contrapposizione . E volato
non solo qualche schiaffo, ma ben di più; tanto tanto tanto
piombo, e non solo ; e questo significa, che per lo meno “la
tragicità della politica” nella prima Repubblica è stata presente,
sicuramente come tragedia, e non come farsa.
La cosa che temo è che questa terza
repubblichetta di cui oggi si parla , e che dovrebbe costruirsi fuori
dall’alternativa bipartitica-bipolare (1), dovrebbe essere
costruita da uomini ed idee completamente nuovi.
Ed allora andiamo a vedere questi
uomini e queste idee completamente nuove.
Francesco Rutelli con la sua Alleanza per l’Italia, viene dritto dritto
dagli anni 70, dal partito radicale prima, verde-rossastro poi,
riconvertito poi alla grande illusione del partito democratico americano,
innamorato dei ramoscelli di Ulivo, dell’ Unione prodiana,
con un progetto che voleva mischiare la novità assoluta degli ex-democristi di
sinistra con i comunisti ammorbiditi di destra, più spezzoni in libera
uscita di una area laica non ben definita, filoni culturali che
cozzano, per definizione e loro natura, contro tutte le
chiese sia bianche che rosse. E il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Pier Ferdinando Casini è un’altra novità assoluta ; ex-democristo anni 70,
bianchissimo ma di serie C, che si è trovato al posto giusto e nel
momento giusto, dopo una serie interminabili di scissioni, uscite e
rientri a sostegno dei poli , un corvo bianco che sogna un di cavalcare
un’altra grande balena bianca dal 40% d , con un obiettivo chiaramente
governativo, che duri altri mille anni, sotto il controllo
indiretto della CEI come ai bei tempi , ma legata e condivisa come sempre a
doppio filo anche con la controparte forte, laica e finanziaria, per
“amor di patria” e per “Amor Dei”. Tanto che, il suo nuovo
raggruppamento si chiama senti senti , Partito della Nazione. Per
fortuna che Robespierre è morto altrimenti avrebbe una crisi di panico.
Walter Veltroni, ex-figiciotto prodigio, che dice di non esser mai stato
comunista (più o meno quello che dice oggi Gianni Alemanno, sul
fatto che lui mai e poi mai è stato fascista; forse la poltrona da
sindaco di Roma al il dono di far perdere la memoria?) ; Veltroni, ama il
cinema ed è anche un buon critico, ma è un pessimo sceneggiatore; e come
piccolo principe, ha sempre sognato una società mai nata ed
irreale, alla Kennedy, alla Marter Luther King,
alla Giovanni XXIII, alla Ghandi, modelli di tutto rispetto
mai realizzati qui dalle nostre parti, ma che comunque risalgono
alla protostoria pre-sessantotto. E’ ovvio che se si ritengono tuttora validi
questi modelli, io posso tranquillamente ritenere validi,
evolvendoli, i modelli della solarità elementare spartana, oggi
incarnati in Cuba o nella Corea del Nord .
Ed in ultimo, la vera novità,
la colla del progetto del terzo polo , il nostro Gianfifì, Gianfranco
Fini che stento a capire a questo punto, “chi sia mai stato e cosa voleva”,
visto che è riuscito in poco meno di un ventennio a cambiare opinione sul
fascismo , sul sistema elettorale, sul sistema politico, sulla visione
religiosa, sul sistema di accorpamento partitico, sul modello istituzionale di
riferimento e perfino la famiglia. Ma chi non cambia mai idea, si dice
che sia un cretino.
Però, detto questo, anche
qui scorgo poco di nuovo, perché Fini viene eletto la prima volta nel
1979 nel collegio elettorale Roma – Viterbo – Frosinone – Latina, come
giovanissimo deputato del MSI-DN , legittimato peraltro da una precedente
elezione “etero-diretta” da donna Assunta Almirante (che oggi flirta con Storace,
ex-fedelissimo di Fini ed ora acerrimo nemico), come segretario
giovanile dell’allora Fronte della Gioventù. Insomma come dire, questa
novità assoluta ha ormai perlomeno trent’anni di onorata carriera
politica e stipendi garantiti , da deputato, da ministro e da
presidente della camera. Non credo che Fini abbia mai fatto peraltro che
sò, il consigliere circoscrizionale, comunale, provinciale, insomma la
gavetta, e anche quando gestiva le “difficili risorse umane”
del Fronte vi posso garantire, che evitava di entrare pure nelle
sezioni , che per Lui erano tutt’altro che zona franca, perché ai
giovani del Fronte della Gioventù anni 70, le troppe novità “non
piacevano” per niente.
Ma questo terzo polo poi , dovrebbe
essere sostenuto e corroborato anche da personaggi della “eterna
salvazione” coma ad esempio Luca di Montezemolo e/o come Mario
Draghi (ex-responsabile Goldman & Sachs Europa ), personaggi che oltre
ad avere uno discreta età anagrafica, hanno una vetusta carriera nei
salotti ricchi della buona nomenclatura finanziaria e tecnocratica
mondialista, e che non si capisce come mai oggi, ambiscono alla novità
totale , e puntano a far politica nazionale , dopo aver fatto per anni
speculazione internazionale. Perché non l’hanno fatta questa scelta 30
anni fa? Anche loro oggi direbbero “per amor di patria”.
Quindi, il terzo improbabile
polo dovrebbe nascere per contrapporsi all’aborto bipartitico della
seconda repubblica, che passerà alla storia come quella “di Berlusconi il
Grande , detto Papi”, con lo scopo di svecchiare e rinnovarsi , ma si
badi bene, sorretta da vecchietti e gattopardi degli anni 70,
alcuni dei quali oggi in cerca disperata di nuove iper-dinamiche identità e
fusioni a freddo di dubbio risultato.
Vedete: ragionando con l’a-b-c
del populino imbelle, a cui piace ancora la democrazia e va a votare per
legittimarla, personaggi sgradevoli come Bossi o semi-analfabeti come Di
Pietro risultano essere per lo meno più diretti , simpatici e/o
antipatici a seconda dei casi, a volta anche comprensibili nei loro
obiettivi , perché almeno si capisce cosa vogliono.
Io temo che un terzo polo, che punti
a costruire una terza repubblica, fatta da gente piuttosto navigata e da
Terza Politica Età, non abbia il desiderato effetto e che si rilevi
(spero a questo punto di essere smentito), l’ennesimo bluff,
l’ennesima porcata di copertura per coloro che di politica ci campano
e per mantenere a stipendio i loro edulcorati apparati ( fondazioni,
giornali, istituti di studio, insomma tutta roba che paghiamo noi
). E’ come nel marketing strategico di una qualsiasi azienda, dove si
lanciano nuove idee tutt’altro che nuove, con personaggi tutt’altro che
nuovi , per strategie che hanno come solo fine , di far qualcosa tanto
per farla.
E se tutto questo, viene
infine definito “Futurista e Libertario” (e quindi nuovo), allora penso a
cosa direbbero di fronte a codeste novità, Mario Carli e
Gabriele D’ Annunzio, Mussolini e Marinetti, Filippo Corridoni,
Soffici e Papini, Berto Ricci, Nicolino Bombacci , Alessandro
Pavolini, ma anche un di Vittorio, un Gramsci, un Nenni, e perfino
un Togliatti ecc. ecc. , uomini allora veramente nuovi e di un
certo spessore, che perlomeno videro sprigionarsi tra le tempeste d’acciaio
delle due guerre ed anche oltre, il fuoco di vere e proprie novità
furiosamente in rivolta, masse mobilitate e protagoniste del loro
tempo, che tra ferro e fuoco si contesero il destino del mondo.
________________________
1) Uno
poi si domanda, chi cazzo glielo ha fatto fare agli italiani di appoggiare
questo sistema “maggioritario” che è la cosa più’ lontana dalla nostra
natura campanilistica e scissionista. Forse qualcuno crede che sia stata data
stabilità al sistema istituzionale accorpando tutto, in due calderoni
artificiali e pressoché uguali, ma peggio senza alcuna identità
ideologica, o peggio ancora ad identità multipla, e non
amalgamabile. Ridatemi il PSIUP ed IL PDIUM ve prego!!!