Dr. House Medical Division

Per spiegare il successo della serie televisiva Dr. House Medical Division ci si potrebbe rifare all'impeccabile fattura stilistica di un prodotto di indubbia qualità. Di certo tale argomentazione non sarebbe scevra di validi sostegni vista la solida struttura narrativa degli episodi. L'intrecciarsi della trama segue sempre il medesimo canovaccio e nella sua semplicità, pare emulare l'ineluttabile precisione di un orologio svizzero. Ogni storia inizia con un evento più o meno tragico, esterno all'ambiente ospedaliero, che comporta il ricovero di un paziente. Si ha, in seguito, una prima diagnosi e conseguente cura che immancabilmente si rivela errata; dopo una serie di ipotesi sbagliate, con alterne vicende per la salute del malato di turno, si perviene con una geniale intuizione del dottore all'esatta individuazione della malattia da cui scaturisce la guarigione del paziente o, in rari casi, la sua morte. Parallelamente si dipana una vicenda medica secondaria che intramezza e da più ampio respiro alla storia principale ed è spesso vista in chiave ironica grazie alle fulminanti battute di House.

Si potrebbe altresì pensare che il successo di questa serie sia il frutto della naturale evoluzione del telefilm americano. Se da una parte vi sono i telefilm anni 60, 70 e in parte 80 in cui il carattere dei personaggi è appena abbozzato e pare che essi vivano in un loro microcosmo privo di implicazioni sentimentali in cui i protagonisti non interagiscono tra di loro se non superficialmente e salvo rare eccezioni, non si sposano e non hanno figli ma rimangono sempre uguali a se stessi così come sono stati pensati dagli autori.
Dall'a
ltra parte vi sono i
tipici telefilm anni '90 e primi del 2000 in cui si ha una singolare mescolanza
di stili con la soap e i personaggi evolvono nel corso della serie (come ad
esempio a
ccade in Baywatch e in NYPD) e, a volte, assumono vita propria esigend
o maggiore spazio rispetto a quanto loro inizialmente riservato.
Si pensi,
ad esempio, al dottore olografico di Star Trek Voyager.
In questa contrapposizione di stili Dr. House Medical Division rappresenta una ulteriore mutamento, una terza via rispetto ai due approcci sopra esposti ma, al contempo, una sorta di sintesi tra i medesimi. Se, infatti, si accentua ancora maggiormente l'indagine psicologica del carattere dei protagonisti come, di norma, accade nel grande schermo, d'altro canto si fa un passo indietro riducendo l'interazione tra i personaggi e rendendo in tal modo più fruibile ogni singolo episodio che rappresenta una storia a parte e quindi, come tale, comprensibile anche allo spettatore occasionale che non abbia visto le puntate precedenti cosa che, invece, non accade in produzioni recenti come Lost e 24 in cui ogni episodio si ricollega al precedente e rende pressoché impossibile la visione da parte di chi non abbia seguito l'intera vicenda.

Le precedenti considerazioni non sono, però, sufficienti per giustificare l'enorme consenso di pubblico e critica suscitato dal telefilm. Il motivo principale di tale successo è, piuttosto, dà individuarsi nel modo in cui viene rivoluzionato il genere dei telefilm ospedalieri. Rispetto a quanto si verifica in altre popolari serie come il capostipite E.R. - Medici In Prima Linea o il nuovo Grey's Anatomy, lo scorbutico Dottor House non si limita a curare i suoi pazienti ma si pone di fronte alla loro malattia come un detective che raccoglie indizi e indaga su un crimine. Questo atteggiamento induce una commistione tra il filone clinico e il mai troppo sfruttato filone poliziesco originando di fatto un nuovo format criminal-ospedaliero.
Molto originale è poi il protagonista, una figura di dottore sui generis. Un uomo fuori dagli schemi e adorabilmente tanto cinico da rompere, anche nella fiction televisiva, l'assurdo embargo dei cervelli rappresentato dall'ideologia del politically correct affermatasi negli anni '90 negli Stati Uniti. Dopo i Simpson nei cartoni animati e film come 'Tutti Pazzi Per Mary' al cinema anche in TV, finalmente, un personaggio in carne e celluloide infrange la fiera dell'ipocrisia e in modo anticonformista e disincantato, afferma il diritto ad essere politicamente scorretti.
Ben venga chi dice quello che pensa senza falsi infingimenti anche se si tratta solo di un personaggio televisivo.
E. P.