
21/09/2009
ANCORA IL SIGNOR BALBINOT
“La
menzogna in bocca ad un comunista è una verità rivoluzionaria” (Lenin)
di Filippo Giannini
Con il Signor Balbinot, pochi anni fa ebbi
una serie di incontri via-mail che poi interruppi per motivi che, in questa sede, non è il caso di
rinverdire. Ora ricevo la lettera che riporto integralmente dandomi così
modo di scrivere un articolo.
*****
Carissimo
Sig. Filippo Giannini .
Illustro solo una piccola percentuale dei
suoi criminali assassini "
legittimi combattenti ", solo
perche` indossavano una divisa militare.
Come in parte ho reso noto alla gentile Sig. Federica Polegri . Secondo Voi la storia della liberazione
Nazionale avrebbe dovuto essere scritta
da bande di famigerati criminali
fascisti repubblichini che, stando al Suo articolo "UN 25 APRILE DIVERSO
" avrebbero dovuto aver preso la
"diffesa delle popolazioni " .
L'otto settembre 1943 frequentavo il collegio Dante Alighieri di
Vittorio Veneto , in preparazione per gli esami di settembre . Ero ospite di
una mia zia che abitava in via Cavour .
Qualche giorno dopo l'armistizio di Cassibile , siglato il 3 settembre e
trasmesso da Pietro Badiglio tramite l'EIAR il giorno otto ; I futuri "RAGAZZI DI SALO` " armati di " mitra " e in camicia
nera , passano di fronte ai miei occhi , diretti verso l'entrata della grande
villa adiacente all'abitazione di mia zia ; Dopo circa 30 minuti escono
accompagnati dal colonnello Tommasi in divisa militare ; Un grande e valoroso
combattente che durante la guerra aveva perso , in battaglia , l'intero braccio
destro , insignito di medaglia al valor militare . All'uscita del viale lo
hanno fatto salire sul retro di un piccolo furgoncino scoperto che ospitava
altre persone . Uno di questi FUTURI
RAGAZZI DI SALO` lo conoscevo bene , era il figlio di un maestro di musica
: IL maestro Franco che malgrado la sua cecita` insegnava musica al collegio
Dante . Verso sera si propaga la lugubre notizia ; IL Colonnello Tommasi , il
pretore Boffa ed altri antifascisti sono stati fucilati alla periferia di
Vittorio Veneto , localita` " Minelle ". Ecco signori , fascisti mussoliniani i vostri
" legittimi combattenti in divisa militare" . A questa vigliaccheria si susseguono altre e
altre ancora ; In un altro "brillante episodio " offertoci da un manipolo di vigliacchi ,
perche` altro non sono , al comando di un certo Bernabe` requisirono , con la
minaccia delle armi una caretta e un cavallo da una certa Emma Mondo in
localita` Sotto Chiesa , ( Fadalto di
Vittorio Veneto) che poi usufruirono per trasportare il malloppo confiscato
agli abitanti dei paesi limitrofi : Pasta , farina , tessere del pane , fagioli
formaggio , patate ed altri commestibili .
Secondo voi , fascisti mussoliniani , questi ciarlatani erano alla
" difesa della popolazione civile "? . Gia` che ci sono voglio aprire una parentesi
ad un capo manipolo delle brigate nere :
Bernabe` , con qusto nome era conosciuto da tutti gli abitanti della Val
Lapisina e anche dai camerati di Vittorio Veneto : Durante l'estate del 1944
con la sua squadra di fascisti repubblichini e coaudiovato da un manipolo
camerattesco della caserma Gotti ,
compi` un rastrellamento in quel di Fadalto Alto e la borgata di Sotto
Chiesa , prelevando dalle loro case sei vecchi incapacitati , inabili a qualsiasi
lavoro . Ricordo il nome dei malcapitati
, eccoli : Antonio Balbinot , ( cugino di mia madre ) , Balbinot Sartor ,
Augusto Nello , Piero Negus ( Pier ) , Andrea Nello e Santo Sartor . In fretta
e furia furono schierati lungo il muro di sostegno della strada Alemagna 51 ,
di fronte al panificio Talamini e immediatamente fucilati . Oggi , su una
placca fissata al muro dove avenne l'eccidio , trovi i nomi e le generalita` di
quei cittadini che avrebbero dovuto essere protetti dai vostri " legittimi
combattentti " . Compiuto il barbaro crimine , questi famigerati fascisti
repubblichini frettolosamente si dileguano verso Basso Fadalto e Vittorio
Veneto . IL Bernabe` ha sparso la voce :<<Tutti i partigiani che avremo
l'onore di catturare, saranno spediti a Bologna per far mortadella>> .
Uno di quelli "passati alle armi ", Andrea Nello , colpito da una
raffica di mitra cade a terra , finge di
essere morto e viene salvato , da alcune donne dell'abitato , dopo che i carnefici hanno lasciato
frettolosamente il posto ; Una di queste brave donne oggi vive in Australia e risponde al nome di
Beltramin Antonia . Carissimi mussoliniani , voi che le cose le dite per intero
, certamente la vostra casa non
e`stata rasa al suolo come la mia dalla
fiamme barbariche dei piromani fascisti delle brigata Waffen SS Peter Hansen ,
e non avete certamente trascorso oltre 16 mesi in montagna al riparo da fragili tende con temperature che spesso
scendevano a meno 25 gradi .
Come partigiano combattente , vice comandante della brigata Cairoli ( aiutante maggiore di battaglia ), decorato
con Croce di bronzo al valor militare
Ho voluto strenuamente difendere i miei commilitoni eroici caduti per
liberare l'Italia dalla nefasta
dittatura fascista . Carissimo
Sig. Giannini non pretendo che Lei scenda in piazza cantando "
BELLA CIAO“; Usufruisca pure della liberta` che i partigiani di tutte le
bandiere hanno messo a sua disposizione
e canti " FACETTA NERA " a squarciagola ; Noi fino all'ultimo respiro canteremo "
BELLA CIAO "
Enzo Balbinot . 16,
09, 09 .
RISPONDO
“Uccidere
un fascista non è reato”
Egr. Sig. Balbinot, siamo alle solite: quel
che lei ha esposto non è storia, ma favole. E mi spiego. La Storia è una
scienza, ma per essere tale deve essere corredata da dati scientifici e poiché
la Storia si presta alla contraffazione, cioè con la interpretazione con scopi
che non hanno niente in comune con la verità. Di contro la Storia diventa
scienza esatta quando, fissati i quattro cardini di base: fatti e date da una
parte e cause ed effetti dall’altra, oltre quelli non ci sarà che fantasia.
Lei ha scritto che <qualche giorno dopo l’armistizio di Cassibile, siglato il 3
settembre (1943)> avrebbe visto quel che ha indicato nella prima parte
della sua lettera. Non voglio dire che lei abbia scritto il falso, ma certo è
molto, ma molto inesatto. Infatti le chiedo: cosa intende per “qualche giorno dopo”? Cinque giorni?
Una settimana?. Non è possibile, perché se è vero che erano i “futuri RAGAZZI DI SALO” (come lei ha
scritto) e dato che in quelle giornate Mussolini era ancora prigioniero a Campo
Imperatore e quindi la Repubblica Sociale non esisteva (questa fu fondata a
dicembre 1943) di conseguenza NON potevano essere quei RAGAZZI da lei indicati.
Lei indica i “repubblichini” con aggettivi: “criminali”,
“vigliacchi” ed espressioni del
genere. Sono parole e solo parole, ma andiamo ai fatti. Voi siete gli epigoni
di Lenin, Stalin, Togliatti, Pertini, Longo, Moscatelli, Bentivegna e altri
simili eroi. Ecco, qui di seguito,
come questi eroi vi preparavano e vi
incitavano, e la sfido, Sig. Balbinot, a indicarmi quale fascista abbia mai usato
incitamenti del genere. <La menzogna
in bocca a un comunista è una verità rivoluzionaria>; <Il terrorismo è la
nostra unica strada>; <L’ordine
deve essere: implacabili in modo esemplare (…); Bisogna incoraggiare il terrore
di massa (…). Fucilate senza domandare niente a nessuno e senza stupide
lentezze (…). La dittatura è un potere che poggia sulla violenza senza vincoli
di legge>. Chi gridava: <Viva la ghigliottina>? Chi fucilò
Gesù Cristo a Barcellona? Chi sterminò i partigiani a Porzus? E visto che lei,
Sig. Balbinot operava da quelle parti, quanti
vostri compagni aiutarono i compagni slavi
a gettare, morti o vivi, 18/20mila italiani nelle foibe? Chi sterminò gli
anarchici? Da “Storia del Partito
comunista italiano” del comunista Paolo Spriano: <Proprio con la fine del 1937 la repressione staliniana si è fatta
massiccia, anche nei confronti dell’immigrazione politica italiana – comunisti,
socialisti, anarchici, senza partito che hanno trovato rifugio in Urss, Quanti
sono?> si chiede Spriano, che risponde: <Fino al 1936 sarebbero poco più di 250>. 250 comunisti
assassinati dal vostro Stalin; e quanti comunisti ha ucciso Mussolini? Ce lo
dica lei, Sig. Balbinot, ci racconti un’altra favola.
E veniamo al fenomeno partigiano,
ricordando, di nuovo, che essi erano considerati dei fuorilegge, non dai “nazifascisti”
(bellina questa espressione), ma dalle Convenzioni Internazionali di Guerra
all’epoca vigenti. Ecco quanto ha scritto il vostro Giorgio Bocca, eroico
partigiano: <Il terrorismo ribelle
non è fatto per prevenire quello dell’occupante, ma per provocarlo, per
inasprirlo. Esso è autolesionismo premeditato: cerca le ferite, le punizioni,
le rappresaglie per coinvolgere gli incerti, per scavare il fosso dell’odio. E’
una pedagogia impietosa, una lesione feroce>. Anche lei, Sig, Balbinot,
che si vanta di aver fatto il partigiano, ha operato con gli stessi intenti
esposti da Giorgio Bocca? Anche lei uccideva, attentava, provocava per ottenere
rappresaglie? Attenzione, la “rappresaglia”
era un diritto previsto dalle su indicate Convenzioni di Guerra. E così abbiamo
avuto Boves, le Cave Ardeatine, Marzabotto e decine di altri casi e le
conseguenti rappresaglie furono sempre operate dai tedeschi, mai da fascisti,
anzi, come posso dimostrare, i fascisti operarono per evitare – a scorno dei
partigiani che invece le ambivano – che venissero uccisi civili innocenti. E
visto che ci siamo, Signor Balbinot, quanti eroici
partigiani si presentarono per salvare gli ostaggi? Mi sbaglierei di molto se
scrivessi: nessuno!
Ed ora vediamo perché il Sig. Balbinot è,
perlomeno, inesatto nella sua esposizione dei fatti. Chi volle e scatenò la
cosiddetta guerra civile? (Guerra civile? Ma quando mai! Vogliamo
indicarla come la definì Mussolini? Faida
nazionale). Ecco i fatti: in un agguato i GAP (Gruppi Azione Partigiana)
uccisero a Roma il diciottenne Salvatore Morelli (29/9/43); 24/10/43 a Torino
Domenico Giardina; 31 ottobre un ordigno esplose uccidendo due fascisti; 5 novembre, a Imola fu assassinato Fernando
Baroni; 7 novembre a San Gaudenzio, con la solita tecnica dell’agguato caddero
due fascisti e due carabinieri e così di seguito in Toscana (6 uccisi), a Como,
a Follonica, a Varese, a Desio, a Vercelli, a Sarzana, a Venezia. A tali
uccisioni non seguì alcuna rappresaglia e questo per espresso ordine di
Mussolini. Purtroppo i nervi saltarono: il 13 novembre venne ucciso a Ferrara
il maggiore Igino Ghibellini, il quale aveva agli occhi dei comunisti il grave
torto di aver stretto un accordo con i capi antifascisti della zona per
impedire spargimento di sangue tra italiani. Inutile dire che i partigiani
comunisti quel sangue lo esigevano,
di conseguenza sette colpi di pistola eliminarono l’incomodo Ghibellini. Ci
andarono di mezzo undici antifascisti (nessuno era comunista) fucilati a
Ferrara. La rappresaglia di Ferrara venne definita da Mussolini <Un atto stupido e bestiale>, ma
Mussolini non era né Lenin, né Togliatti. E gli attentati ripresero: a Firenze
il colonnello Gobbi, poi De Angeli, il colonnello Salvatore Ruggero, Bruno
Punzecchi, il milite Fernando Rovani, il mutilato Augusto Cristina e così
centinaia, migliaia di altri. Anche se è superfluo, dato che il Signor Balbinot
il partigiano lo ha fatto, vediamo quale era la tecnica partigiana. Ce lo
spiega Beppe Fernoglio ne “Il partigiano
Jonny”. <Alle spalle, beninteso,
perché non si deve affrontare il fascista a viso aperto: egli non lo merita,
egli deve essere attaccato con le medesime precauzioni con le quali un uomo
deve procedere con un animale>.
Concludo con quanto ha scritto un ex
comunista, Giampaolo Pansa, nel suo ultimo volume a pag. 197: <(…). I boia rossi che si davano da fare
sopra un patibolo grande quanto l’Italia. Per troppo tempo questi boia vennero
coperti, difesi o ignorati dalla sinistra. Anche in nome dell’antifascismo (…).
Era una tecnica ben conosciuta. La medesima rimozione il Partitone Rosso
l’aveva attuata per la guerra civile degli anni quaranta>.
Da questi demoni i “FUTURI RAGAZZI DI
SALO’” dovevano difendersi, l’attacco compiuto del “mordi e fuggi”, possibilmente di notte, due colpi di pistola alla
nuca e via, travestito da civile fuggire tra civili. Bella lotta, vero Signor
Balbinot, soprattutto leale, coraggiosa, eroica.
Onestamente a me fa schifo!
E allora, Signor Balbinot, continui pure a
cantare il suo “Bella ciao”, ma non
si accorge che lei canta, ma la musica viene suonata dai vari Bush, Roosevelt e
Presidenti Usa vari, su spartito concepito nel 1823 da James Monroe, per la
conquista del supercapitalismo statunitense del mondo. A
vostro favore, signori partigiani, avete solo un attenuante: siete stati
insignificanti per la vittoria del supercapitalismo nel secondo conflitto
mondiale. Ma vi siete rifatti nell’immediato dopoguerra…
Canti, canti pure “Bella ciao”.