
28/04/2010

La questura
di Roma ha vietato la manifestazione del 7 maggio
Per motivi
di ordine pubblico.
Il
questore, in sostanza, ha ritenuto che
le minacce
di provocare disordini da parte
dei centri
sociali costituissero un problema per la sicurezza
tale da impedire
lo svolgimento di una manifestazione pacifica
autorizzata
già da tempo.
Il Blocco
studentesco in piazza il 7 ci sarà comunque,
qualunque
cosa accada.
Tuttavia,
per difendere il legittimo diritto di tutti
A manifestare
domani alle 10 una delegazione del movimento,
insieme al deputato
del Pdl Francesco Aracri, e ai due consiglieri capitolini
Ugo Cassone
e Luca Gramazio, andrà al ministero dell'Interno
per farsi ricevere
da Maroni.
Domani alle
14, poi, ci sarà una conferenza stampa
a CasaPound,
in via Napoleone III 8, per raccontare dell’incontro
ed eventualmente
annunciare altre iniziative, ovviamente pacifiche.
Di seguito
una lettera aperta scritta
dal
presidente di CasaPound Italia,
Gianluca
Iannone.
Vietato il corteo del Blocco studentesco, lettera aperta di Gianluca Iannone
Roma, 27 aprile - Un tempo dicevate “vietato vietare”.
Un tempo dicevate
“una risata vi seppellirà”.
Adesso vi
siete seppelliti da soli, senza ridere,
barricandovi
dietro le fatwe del pensiero unico.
Del vostro
pensiero unico.
Sono anni
che attaccate i nostri ragazzi fuori
dalle scuole,
nelle sedi,
per strada.
Sono anni
che incendiate le nostre sedi, le nostre
case, le nostre automobili.
Sono anni
che mentite spudoratamente accusando il nostro movimento
di
aggredire, discriminare, di essere violento.
Ma i
violenti, i prepotenti, i razzisti siete voi.
E quando
dico voi, non intendo esclusivamente chi
riveste il ruolo
dell’utile
idiota a comando.
Intendo
anche e soprattutto chi scrive
comunicati deliranti gonfi di odio,
di ignoranza
e di bugie.
E chi li
diffonde, chi li amplifica e chi li rende
verità.
E sì perché
gli incendi ben orchestrati,
che vi
piace tanto far divampare, hanno bisogno di complici.
E questi
complici si trovano nei tuguri dei vostri partiti,
nelle
questure, nelle redazioni dei giornali,
nei
tribunali, nel silenzio complice di chi sa la verità e lascia
passare per
“quieto vivere”, per pavidità.
Quei posti
che devono decidere la storia, o meglio, che devono difenderla.
Ma la storia
non possono deciderla i tribunali, le questure,
i partiti,
i giornali o il silenzio dei pavidi.
Non sarebbe
storia.
Oggi avete deciso di vietare il corteo indetto per il 7 maggio
Dal Blocco
studentesco, organizzazione legalmente costituita
Che rappresenta
democraticamente il 27% degli studenti
di Roma e provincia.
Organizzazione che, sempre democraticamente,
è diventata
il primo movimento studentesco di Roma e provincia.
Organizzazione
che ha rappresentanti nelle consulte provinciali
e d’istituto
in tutta Italia.
Organizzazione
che ha fatto della proposta,
del dialogo
e della partecipazione una scelta precisa e irrinunciabile.
E l’avete
vietata adducendo “motivi di ordine pubblico” ben sapendo
che i
disordini e le aggressioni che si ripetono da 2 anni contro di noi
sono state premeditate
da voi.
Nell’ultimo
mese a Roma ci sono state ai nostri danni tre aggressioni.
Due a Tor
Vergata e una a Roma Tre.
Aggressioni
premeditate, studiate a tavolino che hanno portato i nostri feriti
a essere
colpiti oltre che dalle mazze della
“democrazia” anche dalle restrizioni
della propria
libertà individuale.
Cambiando i
termini si cambia la storia, gli aggrediti diventano aggressori
e le
aggressioni si trasformano in banali
risse.
In questi anni
abbiamo sempre risposto con la forza tranquilla
e ora quello
che ci
viene contestato è il gravissimo reato di
non essere morti e di esserci difesi.
Ci dispiace
veramente se vi sentite offesi da
questo,
ma
l’istinto di sopravvivenza e un briciolo
di autostima hanno fatto sì
che non
perdessimo il centro, la calma, il sangue
freddo.
Forse tutto
questo andrebbe preso come uno o più “scherzi
del destino”.
Ma forse
c’è dell’altro.
Forse c’è
la volontà di mettere a tacere una gioventù diversa,
migliore,
non conforme al vostro modello culturale
di naufraghi.
Con ogni
mezzo.
Con la
violenza degli impuniti, con lo sbraitare
del grassume politico,
con la dura
lex e con la diffamazione a mezzo stampa.
Va bene, vi
abbiamo capito.
Ma forse siete
voi che non avete capito noi.
Accettare
questo divieto equivale a sottomettersi
alla violenza e all’ingiustizia.
Equivale ad
insegnare ai nostri fratelli più piccoli e ai nostri figli
che le
dittature del pensiero unico, la
corruzione e le angherie vincono.
E noi non vogliamo
questo.
Noi
vogliamo vivere da uomini liberi.
Perché sono
gli uomini liberi che fanno la Storia.
Ecco perché
abbiamo deciso che il 7 maggio scenderemo
ugualmente
in piazza e
lo faremo come sempre.
Con
migliaia di uomini e di donne che hanno ancora
“quella
strana luce negli occhi” e il sorriso degli invitti.
Perché con
noi, voi, non vincerete mai.
E una
risata vi seppellirà.
Gianluca Iannone