
09 DICEMBRE 2009
LA REGINA DELLE MENZOGNE
MUSSOLINI
STERMINATORE DI EBREI?
di Filippo Giannini
E’ probabile che alcuni concetti di
questo articolo siano già apparsi in altri miei pubblicati in precedenza. In
questo caso mi scuso.
Un amico lettore mi ha inviato una mail dalla
quale riporto le parti più salienti: <(…).
Da quali fonti, me le citi, ha appreso che dopo la promulgazione della
legislazione razziale (1938), macchia d’infamia per la nostra nazione, gli
ebrei a migliaia e migliaia si rifugiarono in Italia. Sia più preciso sui
numeri e mi citi i documenti in suo possesso. Se fecero la loro scelta fu evidentemente assai poco felice, forse
furono ingannati dalle chiacchiere del Mussolini pre-svolta
razziale quando assicurava amicizia e sostegno agli ebrei. A me risulta invece
che nella sola Roma, il 16 ottobre del 1943 furono catturati dai nazisti, con
la complicità dei fascisti (sic), 1022 ebrei, compresi 200 bambini, inviati nei
campi di concentramento nazisti. Di questi ben pochi hanno fatto ritorno nelle
loro case (…)>.
Antonio Pantano nel suo libro “Ezra Pound” nelle pagine 110-111 ha scritto: <Il sistema spionistico americano rallentò,
in maniera totale, tutti i documenti del Fascismo e del regime fascista,
specialmente mussoliniani. Scopo: impossessarsi dei concetti, degli atti, per
poi condizionare la codificazione storica. Il Fascismo – idea, dottrina, regime – fu vera spina nel fianco del
sistema affaristico che si autodefinisce esempio di democrazia (…). E’ emerso
nel tempo – ed è confermata verità inoppugnabile – che i comandi Alleati di
occupazione fecero confluire migliaia di tonnellate di documenti italiani e fascisti, sequestrati
e sottratti sistematicamente anche presso gli archivi comunali, le anagrafi, le
sedi politiche e militari, files riguardanti uomini ed attività non solo del Fascismo
ma dell’Italia intera. Originali, copie fotografiche, microfilms,
con puntiglio furono traslati in America, certamente per il poi manifesto scopo
di scrivere – a piacimento e gloria del vincitore – una storia artefatta,
adatta ad esigenze di comodo>.
E veniamo ai fatti, ai nomi, alle date; non
prima però di invitare il valido interlocutore di consultare il mio volume “Mussolini, il Fascismo e gli Ebrei” se
desidera realmente una più completa documentazione che, in questa sede – come è
comprensibile – non è possibile presentare. Il volume in questione è composto
di 349 pagine delle quali 124 sono documenti di origine prevalentemente ebraica
e per l’elaborazione di questo lavoro ho impiegato più di venti anni di ricerche,
non davvero facili.
Nel 1943/44 ero uno scolare, ma ricordo
chiaramente quelle giornate e posso testimoniare: 1) a quell’età e in quegli
anni frequentavo la scuola elementare Grazioli
Lante della Rovere a Roma e nella mia classe
c’era un alunno, se ricordo bene il nome, Pozzi, ebreo; ha frequentato con noi,
insieme a noi e tra noi sino alla quinta elementare. 2) Io allora abitavo a
Roma in Via Po. All’angolo con Via Simeto, c’era un
negozio di abbigliamento a quattro o cinque vetrine, il cui proprietario,
Piperno (ebreo), svolse la sua attività senza problemi alcuno. Ricordo che
chiuse solo per poche settimane dopo l’8 settembre 1943 (quando non c’era più
Mussolini) ma riaprì appena il Duce riuscì a recuperare un minimo di autorità
con la nascita della Rsi. 3) Di fronte al mio
portone, sempre in Via Po, c’era un negozio di ottica, Astrologo, ebreo; poco
più avanti Ginori, ebreo, che gestiva un negozio di vasellame. 4) Il mio
pediatra, dottor Ventura, ebreo, aveva lo studio in Piazza Adriana. Il dottor
Ventura svolse normalmente la sua attività: visitava i suoi piccoli clienti
(come chi scrive queste note) in studio e a domicilio. E tutto questo nel pieno
delle leggi razziali.
Le Leggi
razziali furono certamente infami,
se non avessero una motivazione e se fossero state attuate con crudeltà. Ma
così non fu. E allora: perché furono concepite le Leggi Razziali? Per una risposta esauriente dovremmo riportarci agli
anni ’30; ma questo non è possibile in questa sede. Allora vediamo di
sintetizzare. Bernard Shaw nel 1937 aveva profetizzato: <Le cose da Mussolini già fatte lo
condurranno prima o poi ad un serio conflitto con il capitalismo>. Era
il momento del massimo sforzo di Hitler
per riarmare la Germania, ma era anche il momento delle sanzioni economiche
inflitte all’Italia fascista, ma era anche il momento nel quale stranamente i Paesi plutocratici e più
imperialisti si erano alleati e allineati con l’Unione Sovietica per
intervenire insieme nella guerra civile spagnola contro la Spagna franchista e
l’Italia di Mussolini che insieme tentarono e riuscirono a bloccare il
braccio di Stalin che mirava a penetrare
nella penisola iberica prima, e in Europa tutta dopo.
Mussolini cercò in ogni modo – e questa è
storia e posso dimostrarlo con documentazione – di evitare all’Europa e al
mondo un nuovo e più catastrofico conflitto, ma l’interesse dei centri del
potere del mondo si sentirono seriamente minacciati da quelle idee, che una
volta ancora partivano dall’Italia e che si stavano espandendo in tutto il
mondo.
Le offerte di Berlino per un’alleanza
militare erano continuamente rigettate da Mussolini, il quale, pur riconoscendo
valide le ragioni del Governo tedesco, diffidava del personaggio Hitler, e
anche questa è storia e facilmente dimostrabile. E, come aveva ben visto
Bernard Shaw, le grandi democrazie,
seguendo un piano politico ben determinato, spingevano l’Italia verso
quell’alleanza, grazie all’isolamento e ad una serie di gravi provocazioni
nella quale il nostro Paese si venne a trovare. A marzo del 1938 Hitler, con
l’entusiastico consenso degli austriaci, concretizzò l’Anschluss senza che il mondo
muovesse un dito per impedirlo, ma con questa operazione la Germania si
affacciava al Brennero. Tutto ciò ha fatto scrivere a Winston Churchill (La Seconda Guerra Mondiale, 1° Volume,
pag. 209): <Adesso che la politica
inglese ha forzato Mussolini a schierarsi nell’altro campo, Germania non
è più sola>. E quasi con le stesse parole è il giudizio dello storico
inglese George Trevelyan (Storia d’Inghilterra, pag. 834): <L’Italia fu gettata in braccio della Germania>. Nel corso di
un’intervista televisiva, Renzo De Felice attestò. <Una volta che Mussolini fu costretto ad allearsi con la
Germania, era impensabile che anche l’Italia non avesse le sue leggi
razziali>. E qui potrei terminare il dialogo con il mio cortese
interlocutore.
Come
furono applicate le (certamente) odiose leggi razziali? Per avere un’idea di
ciò, sarebbe sufficiente ricordare che decine di migliaia di ebrei che
fuggivano dalla Germania e dai Paesi caduti sotto l’occupazione tedesca, si
rifugiavano in Italia; eppure qui vigevano le leggi razziali, e perché non nei Paesi democratici? Perché la Svizzera li respingeva, l’Inghilterra
minacciava di silurare le navi cariche di esuli, Roosevelt fece intervenire la sua
Navy per
respingere i fuggiaschi. Il mio interlocutore desidera, giustamente, dati e
nomi; certo! Allora cito quanto ha scritto Daniele Vicini su L’Indipendente
del 20 luglio 1993: <Ebrei e
comunisti sciamavano verso il Brennero, frontiera che possono varcare senza
visto a differenza di altre (americana, sovietica ecc.) apparentemente più
congeniali alle loro esigenze>. Dello stesso parere è Klaus Voigt che nel suo volume Rifugio precario osserva quanto fosse strana la dittatura fascista.
Infatti scrisse: <Fino all’entrata in
guerra dell’Italia non risulta neppure un caso di condanna o allontanamento di
un migrante per attività politica (…). Eppure dal 1936 (?), la Germania è il
principale alleato e quegli emigranti
sono suoi nemici. Polizia e carabinieri ricevono disposizioni dal Duce, chiare
ed essenziali, anzi ridotte ad una sola parola: “Sorvegliare, non arrestare”>. Come ho scritto, per motivi
più che chiari in questa sede non posso elencare i nomi dei fuggitivi, ma
vengono riportati dal giornalista Daniele Vicini nell’articolo citato; tuttavia
un nome in questo articolo posso ricordarlo e, per il momento, vale per tutti,
quello di Edward Luttwak, ebreo, che il mio
interlocutore deve conoscere perché molte volte è apparso sullo schermo
televisivo italiano in quanto profondo conoscitore della nostra lingua appresa
quando la sua famiglia fuggì dalla Romania per rifugiarsi nell’Italia fascista.
<Strana dittatura quella fascista,
Strana democrazia quella americana>, conclude Daniele Vicini.
Avrei tanto da aggiungere, ma tanto. E tanti
sono gli storici israeliani (onesti e riconoscenti) che attestano l’esistenza
di uno “Scudo Protettore” (termine
usato dallo storico ebreo Léon Poliakov
nel volume Il Nazismo e lo sterminio
degli Ebrei) fatto innalzare da Benito Mussolini per sottrarre gli ebrei
dai campi di concentramento tedeschi.
Desidero, prima di concludere, soffermarmi
sulla frase: <che nella sola Roma, il
16 ottobre del 1943 furono catturati dai nazisti, con la complicità dei
fascisti, 1022 ecc.>. Certo quel
16 ottobre 1943 i tedeschi penetrarono nel ghetto di Roma, ma Mussolini,
grazie alla mascalzonata di Badoglio del mese precedente non aveva più il
governo del Paese, così e solo per questo i tedeschi poterono fare quel che
inutilmente avevano tentato negli anni precedenti quando al Governo c’era
Mussolini: la cattura degli ebrei italiani. Con la “complicità dei fascisti”, scrive il mio interlocutore. Certo,
c’erano i fascisti, ma per la verità
ce ne era uno solo, in Camicia Nera, Ferdinando Natoni
che riuscì a bloccare i tedeschi pretendendo la liberazione di tanti ebrei già
catturati. Ma il mio interlocutore esige, e ripeto giustamente, fatti e
testimonianze. E allora, di nuovo l’invito a leggere quanto mi attestarono le
gemelle Mirella e Marina Limentani, ebree, salvate
anche loro dal signor <Natoni che si fece
avanti verso i tedeschi con decisione, presentò me e mia sorella come sue
figlie e, mostrando la sua divisa, li invitò con fermezza ad andarsene, cosa
che fecero scusandosi per il disturbo>. Visto che ho citato Ferdinando Natoni, e dato che intervistai anche Sua figlia, la Signora
Anna, la quale mi ha pregato di ricordare che <il padre morì a 96 anni e non rinnegò mai la sua fede>.
Come il mio interlocutore può vedere, ho
citato autori e testimonianze non fasciste; però mi si conceda una deroga;
Giorgio Pisanò ha scritto (Noi fascisti e gli Ebrei, pag. 19): <Si giunse così al 1939, vale a dire allo scoppio della guerra e fu
allora che, all’insaputa di tutti, Mussolini diede inizio a quella grandiosa
manovra, tuttora sconosciuta o faziosamente negata anche da molti di coloro che
invece ne sono perfettamente a conoscenza, tendente a salvare la vita di quegli
ebrei che lo sviluppo degli avvenimenti bellici aveva portato sotto il
controllo delle forze armate tedesche>.
Quindi ricapitolando e per terminare: ho
presentato lo scritto di Antonio Pantano che accusa le Potenze vincitrici del
Secondo Conflitto mondiale di aver sottratto documenti per creare “una storia artefatta”; abbiamo le
testimonianze di Winston Churchill e Trevelyan che
accusano la politica inglese di aver
costretto l’Italia di Mussolini ad allearsi con Hitler; a seguito di
ciò, Renzo De Felice attesta che l’Italia “non
poteva non avere le sue leggi razziali”, il giornalista Daniele Vicini che
scrive che centinaia di esuli ebrei (e non solo ebrei) si rifugiarono in Italia
nel periodo delle Leggi Razziali; abbiamo la testimonianza di due gemelle ebree
che hanno attestato che Ferdinando Natoni, fascista,
salvò loro ed altri ebrei dall’arresto da parte dei tedeschi e, non davvero
ultima, la dichiarazione di Giorgio Pisanò (ma
essendo fascista è da prendere con le pinze). Chi scrive
queste note afferma di aver raccolto centinaia di documenti che attestano quanto
sopra scritto e che, in questa sede è impossibile riportare. Dall’altra parte
abbiamo un interlocutore che afferma esattamente il contrario di quanto sin qui
detto. Evidentemente deve essere in possesso di documenti a me, a Pantano, a Pisanò sconosciuti. In questo caso lo invito a presentarli
per farmi uscire dall’equivoco. E di questo lo ringrazierò.
E se concludessi accusando il primo Governo
antifascista (per intenderci, Badoglio) a seguito della sua fuga il 9 settembre
1943, di aver di fatto consegnato ai tedeschi gli ebrei sino ad allora protetti
dal Male assoluto, di quanto sarei in
errore?