
26/06/2010
LE PATACCHE E IL LORO CONTRARIO
Chi era Mussolini? Cosa è stato il
Fascismo?
Di Filippo Giannini
Non troverai mai la
verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti
(Eraclito)
Benito
Mussolini è stato, come alcuni storici sostengono, condannato dalla storia e senza appello?
Francesco Saverio Nitti, nella seduta
del 27 luglio 1947, all’Assemblea Costituente, disse: <Ho letto troppo spesso anche nei nostri giornali, e leggo ancora
giudizi, che mi sembrano non solo falsi, ma anche inabili, che fanno cadere
sull’Italia la responsabilità della guerra mondiale, dicendo che è dovuta al
fascismo. Non sono convinto che noi abbiamo seguito la buona via e nemmeno la
vera, quando nella lotta contro il fascismo abbiamo detto e diciamo, come ora,
che la guerra è una conseguenza del fascismo, e che il fascismo è stato
soltanto fenomeno italiano. Vi sono state cause ben più profonde. Per nuocere
al fascismo, noi abbiamo fatto cosa pessima a danno dell’Italia. La cosa più
semplice per tutti coloro che odiarono il fascismo e per i pochissimi che ne
avevano subito le persecuzioni era di insultare il fascismo e di attribuirgli
colpe che non aveva>.
<…il
fascismo si impose attraverso l’uso sistematico della violenza> (Paul
Corner).
<Il fascismo fu sugli inizi un impeto di
reazione all’internazionalismo comunista che negava la libertà della Nazione
(…). Noi non condividiamo il parere di coloro i quali intendono condannare ogni
azione fascista sotto la generica condanna della violenza. Ci sono delle
situazioni in cui la violenza, anche se assume l’apparenza di aggressione, è in
realtà una violenza difensiva, cioè legittima> (Alcide De Gasperi).
Antonio Gramsci al III Congresso
dell’Internazionale Comunista a Mosca, svoltosi tra il 22 giugno e il 12 luglio
1921, aveva auspicato che anche in Italia si realizzasse una rivoluzione
bolscevica <sull’esempio di quella
russa>.
<Tutti
gli scritti di Mussolini dedicati alla questione russa andrebbero oggi riletti.
Ci si accorgerebbe che tutto quello che abbiamo saputo dopo, ben poco in realtà
siamo venuti a conoscere di cui egli non si fosse già allora perfettamente reso
conto. In questo senso si può dire che, dal 1923 Phillips (giornalista
americano, nda) cogliesse veramente nel segno
individuando una costante della dinamica mussoliniana – vide a nudo il
comunismo e ne fu atterrito> (Gaetano Salvemini).
<La
lotta di classe assume in qualche caso l’aspetto di guerra civile, prima ancora
che lo squadrismo entri in scena: dall’aprile 1919 all’aprile 1920 si
registrano 45 morti e 444 feriti durante gli scioperi e le manifestazioni di
strada (Max Gallo).
<L’olio
di ricino era una delle armi preferite dai fascisti; i casi recidivi venivano
trattati col manganello e – come ultima risorsa – con le pallottole>.
(Antonio Spinosa).
<Il fascismo ha avuto molti aderenti, dopo
la fine della prima Guerra mondiale, fra noi ufficiali perché si viveva in un
clima di puro terrore. Si subiva pestaggi, bastonature. Numerosi furono
assassinati per il solo fatto di portare le stellete>
(Ardito Desio).
<Anche se non si può provare un
ordine diretto di uccisione (di Giacomo Matteotti, nda)
la responsabilità morale di Mussolini è piena, manifesta> (Antonio Spinosa).
<No, il duce non aveva alcun interesse a far uccidere mio padre, si
sarebbe alienato per sempre la possibilità di un’alleanza con i suoi vecchi
compagni, che non finì mai di rimpiangere> (Matteo Matteotti).
<Fu lui, Mussolini, che volle mettere sullo stesso
piano il nazismo e il fascismo> (Mario
Cervi).
<Nei rapporti con le Grandi Potenze il fascismo si
presenta come un regime pacifico, un regime che, quando Hitler va al potere non
sente le sirene del Führer, anzi gli si oppone (…). Leggendo i libri scritti da
fascisti, guardando la pubblicistica fascista, i giornali fascisti, ciò che
colpisce è l’ottimismo vitalistico che c’è dentro, un ottimismo vitalistico che
è la gioia, la giovinezza, la vita. Nel nazismo questo non c’è. Semmai c’è
l’idea di tradizione, l’idea di razza (…). Un ottimismo esiste anche nel
nazismo, ma non è vitalista come quello fascista: è piuttosto un ottimismo
tragico> (Renzo De Felice).
<Fra fascismo italiano e nazismo tedesco ci sono semmai più punti di
divergenza che di somiglianza> (Michael Ledeen).
<Il primo equivoco su Mussolini fu di credere che
fosse socialista (…). Lui crebbe nell’avversione ai padroni, all’ordine
costituito, al sistema; e siccome gli pareva che questi ideali di rivolta fossero alla base del socialismo, si iscrisse al
partito, nell’ala mpiù estremista (…). Che sia stato
crudele , contrariamente a quanto possano pensare coloro che lo confrontano con
altri dittatori moderni, non v’è dubbio> (Silvio Bertoldi).
<Mussolini è il più grande uomo da me conosciuto e
senz’altro fra i più profondamente buoni; al riguardo ho troppe prove per
dimostrarlo> (Papa Pio XII).
Secondo
quanto scrive Francesco Malgari questa era l’opinione di Luigi Sturzo, il padre
della Democrazia Cristiana: <Sturzo
non indaga sulle cause che determinarono scelte economiche del fascismo, non
giudica neanche i risultati, nel bene e nel male. Vi individua soprattutto un
processo degenerativo, i cui effetti venivano a nuocere sulla mentalità e sul
costume degli italiani: il fascismo, teorizzando il ruolo della mano pubblica
nella vita economica, aumentava il parassitismo e la corruzione, creava un’aria
greve e soffocante>.
<Per vari aspetti
Mussolini era affascinante. Per anni tutti gli stranieri di rilievo che vennero
a Roma non avevano altro interesse che avvicinare l’uomo che, in condizioni
estremamente difficili, dopo parecchi anni di anarchia e di caos era riuscito a
rimettere ordine e ritmo all’intera vita dell’Italia moderna (…). Perché nel
fondo l’animava un vero impulso di umanità. Sdegnoso di ogni ricchezza è sempre
vissuto modestamente. Durante la vita conservò una viva simpatia per gli umili,
per i contadini e per i lavoratori (…). Coloro i quali vogliono ad ogni costo
raffigurarlo come un essere intrattabile, rude come il granito si ingannano
completamente. Il potere non lo logorò per niente (…). Non possiamo enumerare i
suoi atti di bontà (…). Il bilancio del Fascismo? Ha nome: strade, autostrade,
ferrovie, canali di irrigazione, centrali elettriche, scuole, stadi, sports, aeroporti, porti, igiene sociale, ospedali,
sanatori, bonifiche, industrie, commercio, espansione economica, lotta contro
la malaria, battaglia del grano, Littoria, Sabaudia, Pontinia,
Guidonia, Carta del Lavoro, collaborazione di classe,
Corporazioni, Dopolavoro, Opera Maternità e Infanzia, Carta della Scuola,
Enciclopedia, Accademia, Codici mussoliniani, Patti Lateranensi, Conciliazione,
pacificazione della Libia, marina mercantile, marina da guerra, aeronautica,
conquista dell’Abissinia. Tutto ciò che ha fatto il Fascismo è consegnato alla
storia. Ma se c’è un nome che, in tutto questo dramma, resterà puro e
immacolato, sarà quello di Mussolini> (Paul Gentizon,
giornalista svizzero).
<Fascismo,
male assoluto> (Gianfranco
Fini).
<Il rapido progresso dell’Italia
dopo la 2a guerra mondiale e il fatto che oggi è già in marcia verso uno
sviluppo intensivo, sarebbe impensabile senza i processi sociali iniziati
durante il periodo fascista> (Mihalay Vajda).
<Mussolini faceva parte della macchina della
soluzione finale> (Riccardo
Pacifici).
<Il principale alleato della Germania,
l’Italia fascista, sabotò la politica ebraica nazista nei territori sotto il
suo controllo (…). Come abbiamo già detto, era stato Mussolini stesso a
enunciare il principio “discriminare non
perseguire”. Tuttavia l’esercito italiano si spinse anche più in là,
indubbiamente con il tacito consenso di Mussolini (…). Le deportazioni degli
ebrei cominciarono solo dopo la caduta di Mussolini, quando i tedeschi
occuparono l’Italia> (George L. Mosse, dell’Università ebraica).
P.S. Come il lettore avrà modo di notare abbiamo citato solo personalità
antifasciste o, comunque, non fasciste.
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