
09/11/2009
RITORNANO I CAMPI
HOBBIT
Tratto dal Secolo d’Italia, 7 novembre 2009
Di Ippolito Edmondo Ferrario

Sono passati tre decenni da quando sui palchi dei mitici campi Hobbit si
alternavano le prime voci di quel fenomeno musicale che da lì a poco avrebbe
preso il nome di musica alternativa: Amici del Vento, Compagnia dell’Anello,
ZPM, Fabrizio Marzi e Walter Jeder, Michele di Fiò, Renato Colella e molti
altri.
In questi decenni ognuno di questi artisti ha preso strade diverse: molti con
l’arrivo degli anni ‘80 e con l’inevitabile mutamento politico e sociale si
sono ritirati dalla scena musicale, altri hanno continuato a cantare magari
sempre più di rado, altri invece hanno portato avanti un discorso musicale fino
ai nostri giorni.
Con l’avvento dei social network anche i protagonisti di allora sono comparsi
poco alla volta ritrovandosi non soltanto fra di loro, ma scoprendo che la loro
musica, magari anche dopo la loro uscita dalle scene, continua a essere amata e
apprezzata da schiere di fan di più generazioni.
Già nell’epoca di internet si è assistito al proliferare di siti e portali
dedicati a questo fenomeno musicale rimasto per molto tempo patrimonio
ristretto della giovane destra e che grazie ai nuovi strumenti di comunicazione
sta conoscendo nuove frontiere.
A cominciare da www.lorien.it , lo storico portale dedicato alla Musica
Alternativa, guidato da Guido Giraudo e Claudio Volante che grazie al solo
aiuto di pochi volontari in questi anni ha reso accessibile al pubblico un
archivio vastissimo di musiche, testi e immagini relative alla musica
alternativa unico in Italia. Di più recente creazione, ma sempre aggiornato e
ricco di materiale da scaricare, di date di concerti e di testi di canzoni è
anche www.cantiribelli.com, portale dedicato alla musica alternativa del
passato e a quella di oggi che prende il nome di musica identitaria. Ma è
tramite Facebook che in qualche modo si è formata una sorta di comunità
virtuale che ruota intorno alle canzoni di ieri e di oggi e ai loro
protagonisti.
E’ Walter Jeder, “voce” storica dei Campi Hobbit e autore dei testi delle
canzoni del piacentino, ma milanese d’adozione, Fabrizio Marzi ad apprezzare le
potenzialità di questo nuovo strumento di comunicazione, seppur con qualche
cautela: “Formidabile strumento, proprio per la semplicità della sua idea di
partenza, FB rischia di diventare, per alcuni sub-utilizzi da parte di certe
personalità irrisolte, quella roba che i detrattori hanno già ribattezzato Fess
Book. Per non peccare di snobismo, confesso che il meccanismo mi ha preso;
peccato che dopo un po' ti trovi di fronte al drammatico bivio: o lavorare o
FB! Finisce che ti dai latitante e sparisci con intervalli scanditi dai tuoi guai
o molli del tutto.
Molti amici conosciuti o ritrovati attraverso FB mi hanno fatto capire come il
nostro lavoro non fosse stato inghiottito dal nulla, ma esistesse ancora una
comunità di amici, dispersi nell'immensità della rete, che ne testimoniava la
vitalità. Ricordi, parole, canzoni ancora legate alla quotidianità di un sacco
di gente in gamba. Una frustata al mio cinismo pessimista. Certo, la virtualità
è un limite forte. Se ti ci fai avvolgere sei a rischio rincoglionimento.
Preferisco pensare a FB come ad un tramite per fare cose concrete: ritrovare e
ricaricare di senso amicizie e interessi comuni. Lanciare sassi nello stagno. E
alla fine vedere le persone che t'interessano. In carne ed ossa e non in byte”.
Di parere un po’ più critica, ma non completamente negativa, è Marinella Di
Nunzio della Compagnia dell’Anello che dice che “Fb è un non-luogo, tutto finto
e piacevolmente edulcorato. In genere non mi piace, sono costretta a rifiutare
i living social che mi sembrano veramente inutili; a volte trovo persone non
tanto gradite e per educazione accetto l'amicizia! Anche trovando e pescando
alcuni vecchi amici più in là poi non si è andato: ognuno per la propria strada
e senza tanti contatti. Penso che sia comodo nella chat, ma c'era anche
messenger. Credo piuttosto che sia utile per gli eventi che ci riguardano: noi
della Compagnia dell’Anello in questo senso lo utilizziamo con successo”.
Su Facebook abbiamo trovato, tra i vari protagonisti della musica degli anni
Settanta, Emanuele D’Angelo già voce di Radio University, l’emittente milanese
che in quel periodo trasmetteva musica alternativa e dibattiti, e componente
degli Acroama, il quale si è dimostrato particolarmente entusiasta di FB:
“Decisamente una genialata, un modo di interagire che diventa comunque più
meditata rispetto alle chat; qui sono sviluppabili pensieri rapidi ed
articolati contemporaneamente, ho ritrovato compagni di classe di cui non
sapevo nulla da tempi immemorabili, ho ritrovato il mio gruppo Acroama dopo
trentanni, ho ritrovato tanti protagonisti di allora da Fabrizio Marzi a Junio
Guariento a Walter Jeder con cui avevo interagito in diversi modi nel passato
direttamente o indirettamente. E grazie a FB ho avuto la possibilità di far
conoscere gli Acroama tramite i gruppi di FB ad una più vasta platea”.
Sul fronte femminile è approdata su FB anche Andreina Tomada che fece
un’apparizione sul palco di Campo Hobbit I . “Sono una grande amante delle
novita' e della tecnologia, non potrei, quindi, non amare follemente facebook;
oltre ad avermi dato l'opportunita' di ritrovare persone che non vedevo da
tanti anni e ad avermi fatto ricordare eventi sopiti, mi tiene quotidianamente
in contatto con tanti amici che magari vivono dall'altra parte del globo o
della citta” dice Andreina che però poi aggiunge “penso sia doveroso pero'
mettere dei paletti, porre dei limiti a facebook ed ai social network in
generale. La vita non e' solo dentro al computer, e gli amici non sono quei
nomi e foto che molti aggiungono, quasi a collezionare, al proprio profilo.
Gli amici vanno abbracciati, vanno seguiti, a volte aiutati; con gli amici
bisogna condividere la vita reale, magari discuterla; bisogna piangere o ridere
insieme, mangiare insieme, viaggiare insieme, andare a una mostra, ad un
cinema, a bere una cosa. Sono amici coloro i quali dividono con noi una parte
della nostra vita, e soprattutto una parte delle nostre emozioni. In questa
societa' dove prevale la solitudine e le sue nefandezze, avere dei veri amici
aiuta a vivere. Invece i social network sono un’illusione: molti credono di non
essere piu' soli perche' aggiungono dei nomi ad un elenco e condividono false
comunicazioni gia' confezionate a puntino invece di uscire allo scoperto e
mettersi in gioco. E’molto piu' facile ripararsi dietro uno schermo ed una
tastiera e magari inventarsi l'io che si vorrebbe!”. Anche Fabrizio Marzi è
stato uno dei primissimi ad approdare in rete, prima su My space, dove gestisce
una sua pagina e poi arrivando su FB dove quasi giornalmente si collega e del
quale così dice: “E’ stato incredibile dopo tantissimi anni scoprire che le mie
canzoni sono ancora ascoltate da tanti ragazzi che non hanno vissuto gli anni
Settanta e che dimostrano che quello fatto allora non è finito dimenticato.
Credo che comunque FB debba essere poi finalizzato ad incontrare e frequentare
le persone dal vivo; di certo è utilissimo quando ci sono eventi e incontri di
interesse comune per ritrovarsi insieme come è successo in questi ultimi mesi
con amici di ieri e di oggi”. Stefano Pantini, portavoce del mitico circuito de
La Mosca Bianca, ideato da Michele di Fiò, tra l’altro presente anche lui su
FB, aggiunge che “FB è veramente uno strumento eccezionale per ritrovare vecchi
amici e conoscerne dei nuovi; dunque è un ottimo strumento, ma come tutte le
cose bisogna vedere chi lo utilizza: anche su FB ci sono cose che secondo me
non dovrebbero esistere, comunque credo che sia una comunità incredibile dove
si trova di tutto e si legge di tutto.....”. E infine Claudio Volante di
Lorien, anche lui presente su FB così ne parla: “Sicuramente ha permesso a
vecchi amici di ritrovarsi dopo tanti anni e in quest'ottica sicuramente anche
a qualcuno dei protagonisti della musica alternativa. FB è un mezzo divulgativo
che ti permette di raggiungere indirettamente un notevole numero di persone e
sicuramente può essere utile a far conoscere la musica alternativa anche a un
pubblico non d'area. Rimane comunque un mezzo e la positività o la negatività
dei messaggi dipende sempre da come vengono veicolati”.