
04 Marzo 2009
Di Francesco Mancinelli
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Ripubblicata in questi giorni a cura di Rupe Tarpea edizioni la colonna sonora
militante dei nostri anni giovanili; i canti assassini di Massimo Morsello.
La cassetta ricordiamo per i non-filologi della musica alternativa, venne interamente registrata con strumenti di fortuna durante l’esilio di Londra
nei
primi anni 80′ e fu pubblicata semi-clandestinamente e passata di
mano in mano tra le giovani generazioni militanti che sopravvissero alle
tempeste inquisitorie ed al riflusso.

I
Canti assassini rimasero un tema di unificazione e di sopravvivenza, il contatto
quasi esoterico con decine e decine di fratelli che avevano preso la via
dell’esilio o marcivano nelle galere di stato in attesa di un processo; la
colonna sonora della generazione 78′ che nonostante tutto non demordeva. E
fu anche una occasione, per cominciare a riflettere su ciò che era
successo negli anni precedenti, sulla quella sana mutazione antropologica e
metapolitica che era stata avviata a metà degli anni 70′, e in cui
si intravide “chi e cosa era veramente il nemico principale”.
I brani di Massimino furono “traghettati” per circa una decina d’anni,
in maniera semiclandestina, con il linguaggio dei bardi-militanti , sbagliando
spesso l’accordatura non facile del tema musicale e della ritmica, alterando
perfino qualche parola non ben comprensibile dalla cassetta originaria.
Masimo Morsello (in arte Massimino), aveva esordito dal vivo a Campo
Hobbit II, presso Fonte Romana in provincia dell’Aquila, nel 1978,
ed aveva successivamente pubblicato il suo primo lavoro Per me e la
mia gente registrandolo dal vivo con voce chitarra ed armonica a bocca,
negli studi di Radio Alternativa di Roma a via Sommacampagna . Le poche
recensioni dell’ambiente (”Dissenso”, “La voce della fogna”) furono
favorevoli e compiaciute della novità . Si notava già in Massimino la stoffa
del cantautore, soprattutto nel suo modo semplice di comporre e di
arrangiare musica, indice di qualità e creatività assolute.
Tuttavia Massimo Morsello, già da allora , era considerato dagli “istituzionali
missini” e dai neo-destri rautiani in carriera (anche senza il Berlusca-Dux),
in grave sospetto di eresia; e poi Massimo era un affiliato dell’
anarchica famiglia di Via Siena, una comune senza regole, una tribù-clan
considerata dall’apparato missino, la classica situazione fuori controllo (1).
La compilazione edita oggi da Rupe Tarpea tra l’altro contiene i tre
brani di esordio presentati dal vivo da Massimo Morsello a Campo Hobbit II ,
di cui sono conosciuti e consolidati nei repertori solo i primi due:
Il battesimo del fuoco e la Tua gente migliore. Il terzo brano, intitolato Il
paradiso dei guerrieri è un vero inedito, un brano sconosciuto ai più ,
sul quale vale spendere qualche aneddoto di natura storico-politica per far
capire ai molti, da dove si viene, e con chi ci si “confrontava”
amaramente già da allora.
Infatti dalla compilazione di Campo Hobbit II, preparata alla meno
peggio, rimase “volutamente” censurato e destinato all’oblio
eterno, il brano in questione, e per un motivo semplicissimo :
Massimo aveva scritto e dedicato Paradiso dei guerrieri a Franco Anselmi,
assassinato a Roma qualche mese prima, durante un tentativo di
reperire armi e munizioni in un armeria a Monteverde nuovo. Stavano nascendo i
Nar, stava nascendo la generazione degli scomodi figli di nessuno, coloro che
avrebbero rotto pesantemente con gli schemi dell’apparato della “destra da
cortile”. Mai più comodi bersagli degli allenamenti di tiro nel mucchio dell’estrema
sinistra romana, e mai più vittime utili per le becere campagne elettorali
anti-comuniste di Giorgio Almirante.
Franco Anselmi per il partito non era il militante qualsiasi, il
ragazzino morto assassinato dagli ultra-rossi, era un personaggio con cui
sarebbe stato difficile fare del semplice vittimismo anti-comunista;
Franco Anselmi è stato uno dei tanti , come Giancarlo Esposti, Riccardo Minetti,
Alessandro Alibrandi, Giorgio Vale che non ha mai trovato granchè
accoglienza nel pantheon dei cosidetti “Cuori Neri”, perché è stato
uno di quelli che non solo si è difeso, ma ha anche cominciato ad
attaccare creando il delitto di lesa maestà nell’apparato.
Nei libri di ricostruzione storiografica sul neo-fascismo è rimasto come colui
che ritualmente bagnava il suo passamontagna nel sangue dei fratelli caduti (a
Piazza Risorgimento, ad Acca Larenzia) . Massimo conosceva bene “questo suo
estremo rituale” e lo ha anche raccontato tra le righe del testo della
canzone.
I dirigenti missini di Via sommacampagna (alcuni dei quali notissimi, perchè
ormai promossi tutti a deputati o addirittura a ministri ) preferirono
dunque, senza alcun rispetto filologico per la storia del Campo Hobbit II
di Fonte Romana, e senza aver interpellato l’autore del brano,
rimuoverlo ed estrapolarlo “ipocritamente”, durante la
compilazione della raccolta. Sarebbe stato molto più corretto inserirlo, magari
con un commento ad hoc, invece che censurarlo.
Insomma Paradiso dei Guerrieri doveva sparire; un canto assassino, che ha
rischiato di rimanere ” assassinato “.
E c’erano quasi riusciti. Peccato che di pischelli terribili, oltre a
Massimo Morsello, nel mitico “Campo Gollum” (2) , ce ne erano
almeno un migliaio e qualcuno pensò bene di registrare il brano dal vivo,
brutalmente, senza alcuna tecnica, una semplice testimonianza
passata poi di mano in mano, come una sacra reliquia, su
cassette e nastri mal-registrati, per ben tre decenni e oggi ripubblicata
finalmente da Rupe Tarpea, dopo esser comunque finita negli archivi
per fortuna onnicomprensivi della Lorien.
D’altra parte la censura di partito dei primi anni ‘80, tutta
impegnata nella sana campagna a favore della doppia pena di morte (ricordiamo l’allora
MSI-DN di Almirante con Pino Rauti prontamente rientrato nella direzione
nazionale del partito), colpiva duro in quel periodo; soprattutto durante
le poche occasioni pubbliche e/o comunitarie giovanili, sospettate sempre di
fronda e deviazionismo extra-parlamentare.
La musica alternativa era il viatico prediletto per trasgredire, generare
dubbi, fare danni. Ricordo perfettamente come in un paio di
occasioni in cui invitato dai ragazzi del Fronte della Gioventù ad esibirmi in
alcune feste tricolori, i dirigenti cercarono maldestramente prima della
mia esibizione (avevo circa 22 anni!!) di “parlamentare” sui singoli brani
da presentare, spaventati su ciò che avrei potuto cantare o dire. Ed io
che mi ero studiato a memoria la cassetta dei “Canti Assassini”, come al
solito rompevo loro le uova nel paniere, raccontando storie che per “l’apparato”
dovevano essere ben taciute e saggiamente nascoste. Come dire:un modo come un
altro per mettere a tacere e giudicare gli anni 70′, prima del
tempo.
Nonostante tutto, e nonostante il vento, Franco e Massimo si sono in
qualche modo rincontrati, e ancora oggi rimane per fortuna intatto l’intero
patrimonio della musica e dei ricordi ad essi legati , e rimangono ben
vivi non solo i canti assassini ma anche quelli che avrebbero dovuto essere
assassinati dalla ”gente migliore” (3).
Note
(1) Da “La Voce delle Fogna”, ottobre 1978 : «…Massimino non ha
perso tempo, l’ultimo venuto! Roma esige i suoi diritti e “ il pivello ”,
dopo aver acceso le folle un tantinello instabili di Fonte Romana, ripropone all’ascolto
una cassetta ad uso interno, più meditata, senza il confronto
isterico rivoluzionario. Per me e la mia gente vi parlerà di riti di piazza, di
famiglie che non sanno capire, di poeti in società: la storia di uno di noi
assunto ad epica del quotidiano alternativo».
(2) Campo Gollum alias Campo Hobbit II : ribattezzato così dai
critici "della nuova destra rautiana" in quanto a Fonte Romana si
è respirata la deriva neo-insurrezionalista e anarco-nichilista che già aveva
investito l’ambiente destro-radicale di fine anni 70′.
(3) Per chi conosce il testo del brano di Massimo saprà perfettamente
individuare vecchi e nuovi referenti e stereotipi umani indicati con il termine
tutto morselliano di ” la gente migliore “.
PARADISO DI GUERRIERI
C’è chi dice che l’hai fatto
perché eri un poco matto
c’è chi invece poi l’ha detto
è più comodo rubare.
E il giornale poi l’ha scritto
che non ti perdoneranno
servirà un po’ più di un anno
per dimenticare un po’.
Ma noi ce ne siamo accorti
perché vivi e non più morti
che l’hai fatto per lottare
e per vincere con noi.
Franco, che il paradiso dei guerrieri ti possa dare
lo scettro di un amor e la vendetta di
chi ti ama!
Franco, che il paradiso dei guerrieri ti possa dare
la vita nella morte per il bene dei
tuoi camerati!
E i ricordi un po’ confusi
che mi parlano di te
la tua testa bionda, gli occhi
scuri come il cielo che …
Promettevi di raggiungere
quella scia viva di chi
non ti piega e non ti spezza
né ti può dimenticare.
E poi tutto l’infinito
per cercare gli occhi tuoi
è per te il più bel pensiero
se sei morto da guerriero.
Franco, che il paradiso dei guerrieri ti possa dare
lo scettro, il grand’onore di una
vendetta di chi ti ama!
Franco, che nel paradiso dei guerrieri tu possa stare
come resterai per sempre negli slogan
dei tuoi camerati
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