23/01/2009

Il ritorno del Boss

"Working on a dream"

Il Boss è tornato, Bruce Springsteen ancora una volta ha messo mano alla sua creatività e ci ha regalato una nuova creatura musicale degna del suo miglior repertorio e stato di grazia. 

Suoni accattivanti, a volte travolgenti, arrangiamenti ben dosati e coloriti, 

Ancora una volta il suo rock geniale ci incanta in una prova maestrale di incontri musicali in una essenzialità disarmante ma che provoca sussulti ad ogni passaggio musicale e che ti fanno entrare nel suo mondo di note così intensamente da farti sentire in simbiosi con l’artista che ………ecc………ecc……………..

Queste ed un altro mare di cazzate potrete leggere o sentire a riguardo di questo ultimo lavoro di Bruce Springsteen dove la sua grinta musicale che tanto lo ha fatto apprezzare in tempi andati è solo un bel ricordo. 

Volendo essere gentili, ma controvoglia, ha prodotto una brutta copia di cose da 

lui già fatte molto meglio. 

Solo in alcune ballate inserite nel suo nuovo disco si ha la possibilità di apprezzare l’artista. 

Per il resto ben poco. 

Tutto quello che si può trovare di buono, veramente valido, 

è la band che lo accompagna, grandi musicisti. 

Dice Springsteen: "Mi piace pensare che il mondo rock abbia contribuito almeno in parte a rendere possibile l’elezione di Barack Obama. 

Non credo che i musicisti abbiano un’influenza diretta sul voto, ma forse sono utili per creare una visione del mondo che aiuti la gente a orientarsi. 

A me Highway 61 revisited di Bob Dylan ha cambiato la vita e il modo di vedere le cose. 

Per me l’elezione di Obama ha rappresentato molto, soprattutto perché la sua vittoria ha dato corpo ai sogni che ho raccontato nelle mie canzoni"

Forse Springsteen si è impegnato così tanto nella campagna elettorale per la elezione del nuovo Presidente degli Stati Uniti da mettere insieme qualche cosuccia magari scartata in precedenza o dimenticata in un cassetto, solo per accontentare la sua casa discografica e fare cassetta. 

Non "ci ha regalato una nuova creatura musicale" 

perché nonostante dichiari una certa simpatia per la sinistra politica, 

non fa sconti ne tantomeno regali, ed oggi i dischi si fanno pagare bene, 

ma qui scatterebbe una polemica sui costi della musica che da tempo rende 

la vita difficile agli appassionati del settore. 

Caro Bruce, ora che politicamente sei stato accontentato, se puoi, 

la prossima volta stai lontano dai cassetti e fatti sentire.

 

Giovanni Zaniboni